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Renzi scopre le carte in direzione, Emiliano attacca

In direzione il segretario del Pd, Matteo Renzi, scoprirà le sue carte alla direzione del partito. Il ventaglio di possibilità è ampio: il partito di maggioranza relativa alle ultime politiche deve decidere se e quando fare il congresso, fino a quando sostenere il governo Gentiloni, se approvare leggi elettorali omogenee per Camera e Senato, quando votare per amministrative, regionali siciliane, referendum sul lavoro e politiche. In questo quadro Renzi dovrà anche dire se intende lasciare la guida del partito oppure no.

Domenica Renzi ha smentito le ricostruzioni e i virgolettati dei quotidiani. Il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, rimanda tutto a lunedì, quando “si terrà una direzione del partito democratico in cui il segretario dirà in modo chiaro la prospettiva che intende proporre al partito e al Paese. Da lì, dalla proposta che verrà avanzata, ognuno, mi auguro, assumerà responsabilmente una posizione chiara”. Guerini aggiunge: “Se si anticipa il congresso lo si anticipa davvero, senza formule fantasiose, ma con le procedure e la strada indicate dallo statuto e cioè convenzioni nei circoli e poi elezione del segretario con primarie aperte. Punto”. Nei giorni scorsi il Presidente della Feps, Massimo D’Alema, aveva affermato chiaramente di essere pronto a presentare un’altra lista, “che potrebbe superare il 10% dei voti”, se il Pd scegliesse la strada delle elezioni anticipate senza prima fare un congresso.

Emiliano, sbaglia tutte le decisioni

Il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, non è sicuro che Renzi si presenti dimissionario. “Abbiamo un segretario – attacca Emiliano – che, di fronte ad ogni scelta importante, la sbaglia”. Emiliano, riunito a Firenze con la sinistra Pd, non esclude una candidatura dell’attuale Guardasigilli, Andrea Orlando. “Se Orlando avrà voglia di candidarsi, dopo avere per tanto tempo sostenuto Renzi, potrà farlo, non credo che glielo vieti nulla. Bisogna pure dare qualcuno da votare a questo popolo del Partito Democratico, quindi è giusto che qualcuno di noi si sacrifichi e si candidi”.

Rossi chiede regolare congresso

Il governatore della Toscana, Enrico Rossi, afferma: “Mi batterò perché ci sia un regolare congresso, con tempi regolari di discussione, perché sono convinto che questo governo faccia alcune cose che sono necessarie al Paese e che quindi si discuta nel Pd dei problemi reali e di alcune idee di rifondazione del Pd che ritengo necessarie”. Sulle prossime regole congressuali il Presidente del Pd, Matteo Orfini, taglia corto: “”Quando faremo il congresso, lo faremo secondo le regole dello statuto. Suggerisco, ai tanti che oggi dichiarano a sproposito, di rileggerlo”. E su Facebook aggiunge: “Se si chiede il congresso, si chiede il congresso, non si fa una segreteria di garanzia. Se si fa il congresso, avremo un segretario scelto dai nostri iscritti e dai nostri elettori. Ed e’ proprio questa la migliore garanzia”.

Cosa dice lo statuto

Lo statuto del Pd (articolo 3 comma 2) prevede: “Se il segretario cessa dalla carica prima del termine del suo mandato, l’Assemblea può eleggere un nuovo segretario per la parte restante del mandato ovvero determinare lo scioglimento anticipato dell’Assemblea stessa”. Normalmente il mandato di un segretario dura 4 anni. Le primarie che elessero Renzi si svolsero l’8 dicembre 2013. Il Presidente dell’Assemblea del partito deve indire le elezioni del nuovo segretario 6 mesi prima della scadenza del mandato. Il ministro per le Politiche agricole, Maurizio Martina, suggerisce: “Da sempre un partito ha nel congresso il suo strumento democratico fondamentale per approfondire, confrontarsi e scegliere con il massimo della partecipazione possibile. Tanto più vista la fase in cui ci troviamo, io credo che il congresso rappresenti una scelta utile per tutta la nostra comunita’. Anche chi lo chiedeva fino a qualche giorno fa dovrebbe riconoscerlo anziche’ prepararsi preventivamente all’ennesima polemica interna. Dovremo invece tutti impegnarci perche’ sia un momento vero, in grado di coinvolgere al massimo sul territorio iscritti, militanti ed elettori”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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