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Renzi, se al referendum vince il no cambia il mondo

Varsavia – La legge elettorale? “Se ci sono i numeri in Parlamento si può anche cambiare, io non li vedo, ma non faccio pressioni, non ne parlo più, cala il silenzio stampa”. Il referendum? “Non e’ sull’Italicum ma tra chi vuole e non vuole cambiare. Non vorrei che qualcuno si sveglia e vuole tornare indietro”, così come successo con la Brexit. Dalla conferenza stampa di Varsavia, Matteo Renzi traccia la strada che percorrerà da qui alla consultazione sul ddl Boschi e replica indirettamente a Carlo De Benedetti che ha minacciato di votare no al referendum senza una riforma dell’Italicum. Per Renzi è il referendum la partita “cruciale”. Poco importa la data (“non dipende da noi, ma dalle Corti, anche se non si andraà sotto Natale”),non si sofferma più di tanto sull’ipotesi di uno spacchettamento (“Sono per una scheda sola ma se la Corte di Cassazione darà un altro giudizio, io non avrò problemi”),l’unico obiettivo e’ portare a casa il risultato. Perché altrimenti – è il ragionamento del premier – cambia il mondo e passa tutto nelle mani del presidente della Repubblica.

Incontrando i giornalisti al termine del vertice Nato, il premier non si spinge oltre, nessuna intenzione di infilarsi in scenari futuribili. La premessa è che i numeri al Senato ci sono, che non e’ cambiato nulla per la navigazione quotidiana e che sull’Italicum se finora non sono riusciti a trovare altre soluzioni – anche sul Mattarellum o sul premio di coalizione – ci sara’ pure un motivo. Il tema e’ comunque nelle disponibilita’ del Parlamento, anzi, anche la ‘querelle’ sul ballottaggio, argomenta il premier, non ha senso. Perche’ il Movimento 5 stelle c’e’ da tempo e qualora riuscisse a prevalere tutto rientrerebbe nel rischio delle regole del gioco. Quello che cambia nella strategia renziana e’ l’assoluta determinazione a spiegare i contenuti del pacchetto costituzionale. Non c’e’ spazio per altro, nessuna strumentalizzazione di alcun tipo. Non si scarta, e forse e’ la prima volta, alcun esito: “Ci potrebbero anche essere risultati sorprendenti”. Ma – sottolinea il premier – “mi fido del buon senso dei cittadini. E’ il popolo a decidere, sul Si’ e sul No, l’Italia ha il Parlamento più costoso tra i Paesi della Nato”.  (AGI) 

 
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