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Renzi si riprende il Pd, oltre il 70% dei voti. Orlando al 20% e Emiliano al 5% DIRETTA

Come previsto le primarie del Pd registrano la netta vittoria di Matteo Renzi. Con un’affluenza che si attesta di poco sotto i due milioni, secondo i dati forniti su twitter da YouTrend Renzi ha conquistato oltre il 70% dei consensi, Orlando si attesta sopra il 20% e Emiliano tra il 5 e il 6%.

Tweets by you_trend

Dopo oltre due mesi di campagna congressuale, scanditi da sospetti e accuse reciproche, i candidati alla segreteria del Pd raccolgono i frutti del loro lavoro. E già sui pensa al futuro. A scrutinio in corso, tutti danno per scontata la vittoria dell’ex premier. E si comincia a pensare al domani.

‘Renzi 2’ riparte dalla legge elettorale

pic.twitter.com/aFmfUe74Y9

— Matteo Renzi (@matteorenzi) 30 aprile 2017

E ora inizia la battaglia sulla legge elettorale. Il Movimento 5 stelle ha aperto a un confronto con il Pd in commissione ma nega per ora che la merce di scambio sia un premio al partito al 35%: sul tavolo c’è il ‘Legalicum’, la richiesta è di “ridare sovranità piena ai cittadini e al tempo stesso ragionando su eventuali correttivi di governabilità”. “L’intervista di Di Maio è durata solo ventiquattro ore…”, ironizza il capogruppo dem Rosato. Il Pd chiede ai grillini di avanzare proposte concrete “e noi risponderemo”.

Il neosegretario Pd pensa a un Italicum ‘corretto’ per il Senato 

Resta la diffidenza, ma Renzi, anche per rispondere all’appello del Capo dello Stato, farà un passo avanti dopo il 7 maggio. E non chiude, riferiscono i suoi, eventualmente ad un premio più basso e neanche a togliere i capilista bloccati. L’ipotesi di partenza dunque è quella di estendere l’Italicum anche al Senato con delle modifiche anche sulle soglie di sbarramento. Ma a largo del Nazareno c’è scetticismo: “Chi decide per il Movimento 5 stelle? Di Maio o altri? E vogliono togliere sul serio i capilista bloccati? Senza un’intesa – prevedono i dem – si potrebbe anche chiedere informalmente un intervento al governo. Ovvero un decreto per apportare correttivi minimi e poi aprire la strada alle elezioni. Quando ci sarà il voto è ancora presto per dirlo. Ieri Gentiloni, rilanciando la sua immagine di premier al servizio “per rassicurare il Paese” e di uomo targato Pd, ha ribadito che occorrerà completare le riforme.

Inizia il dibattito sulla durata della legislatura

Ma la finestra del voto anticipato resta aperta e i dem renziani continuano a ritenere controproducente varare una manovra finanziaria per poi recarsi alle urne. Presumibilmente immeditamente dopo le primarie si riapre il dibattito sulla durata della legislatura anche se Renzi più volte ha ripetuto che a decidere saranno il presidente del Consiglio Gentiloni e il Capo dello Stato Mattarella. Tanti gli ostacoli sulla via delle elezioni anticipate, a cominciare dalla eventualità di arrivare all’esercizio provvisorio. Dipenderà poi dal dibattito sulla legge elettorale, perchè i dem continuano a ritenere che in realtà i Cinque stelle non vogliano alcun accordo. Il primo passaggio è stato quello delle primarie che ha consegnato all’ex premier un consenso molto alto e adesso tutti dovranno fare i conti con un segretario forte in grado di rilanciare il Pd.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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