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Renzi, strategia per l'Africa; la dignità vale più dei voti

New York – In Europa “possiamo permetterci di perdere il voto di qualcuno ma non possiamo perdere la dignita’ degli essere umani. Non possiamo non avere una strategia per l’Africa”. Lo ha sottolineato il premier Matteo Renzi, ritirando il “Global Citizen Award” dell’Atlantic Council”.

“Dobbiamo cambiare la percezione per il futuro e la globalizzazione e’ la chiave per dare un messaggio di speranza”, soprattutto in Europa “dove in questo momento il futuro e’ un messaggio di paura”. Secondo il presidente del consiglio, la globalizzazione “significa molte cose”. “In Europa significa salvare uomini e donne che rischiano la vita, non possiamo non preservare la dignita’ umana, non possiamo non avere una strategia per l’Africa”. Per Renzi, essere un cittadino globale significa assumersi “la grande responsabilita’ della globalizzione” per le future generazioni. Ricordando poi come la parola cittadino derivi dal latino “civis”, il capo del governo ha sottolineato l’importanza di appartenere ad una comunita’, ad un’idea culturale. “Freedom is in the trying”, la liberta’ e’ nel provare ad essere migliori, ha concluso Renzi citando la canzone di Wynton Marsalis,”Freedom is in the trying”.

Il Segretario di stato americano, John Kerry, non si e’ risparmiato nel lodare il premier italiano Matteo Renzi,  “Un leader europeo dinamico, sempre piu’ importante…che con coraggio guida l’Italia nella giusta direzione”. Il capo della diplomazia Usa ha esordito in italiano, dicendo “Buona sera a tutti”, durante la cena per la premiazione. “E’ un ragazzo con grande energia” che quando era sindaco di Firenze chiamavano “affettuosamente il rottamatore”, ha proseguito Kerry, “in grado di comprendere le sfide del momento e consapevole del fatto che per affrontarle non basta una sola mano, “ne servono molte e per questo lui allunga le braccia, si impegna per aggrapparsi a queste mani e lavora con loro”. Per questo, l’Atlantic Council oggi gli riconosce “una forza unica e dinamica da quando e’ diventato presidente del consiglio italiano, il piu’ giovane ad aver occupato questa poltrona”. Il titolare di Foggy Bottom ha dunque ricordato l’aneddoto “del pesce” durante il summit del G20 in Cina. “Siamo andati tutti in barca – ha raccontato Kerry – e a differenza dei suoi sbalorditi colleghi Renzi si e’ fatto avanti, sfruttando le sue doti calcistiche e avendo la meglio sul gigante (il pesce che era saltato sulla barca) prima che ingoiasse uno dei leader globali”.

Renzi ha poi scherzosamente ammesso di non essere stato lui ad aver ributtato il pesce in acqua ma gli uomini della sicurezza cinesi. Quella del premier italiano “e’ una leadership giovane e vigorosa”, ha rimarcato Kerry, “e’ un riformatore che osa in casa” e “una voce eloquente per la condivisa prosperita’ e sicurezza in Europa e dall’altra parte dell’Atlantico. Sotto la sua leadership, l’Italia e’ stata in prima linea nel contrastare gli estremismi violenti, nel formare e consigliare i nostri alleati in Iraq, nell’attuare la missione Nato ‘Resolute Support” in Afghanistan”. La diplomazia lungimirante di Renzi “ha contribuito a creare nuove speranze in Libia” e ha indicato “come affrontare in modo efficace e con umanita’ la crisi dei rifugiati”. Tra l’Italia e gli Stati Uniti ci sono sempre stati “legami incredibili” e continueranno ad esserci, ha assicurato Kerry, “di amicizia, di storia e di cultura, cementati da valori comuni”. Sia Kerry e sia Renzi hanno tenuto a sottolineare come sia stato proprio un italiano, Amerigo Vespucci, a dare il nome all’America. L’invito alla Casa Bianca il prossimo 18 ottobre per una cena di stato, l’ultima di Barack Obama alla presidenza, un ulteriore attestato “della forte amicizia” tra i due Paesi, ha detto Renzi, “particolarmente importante in questo momento”. (AGI) 

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