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Renzi: tenere aperte le fabbriche e non occuparle, in primavera Paese riparte

(AGI) – Roma, 28 ott. – “Vogliamo tenere aperte le fabbriche e non occuparle, perche’ l’occupazione di cui hanno bisogno i nostri lavoratori non e’ quella che minaccia il sindacato”. Lo afferma Matteo Renzi, intervistato da “Oggi” in occasione dei 75 anni del settimanale. Quanto all’ipotesi di un voto anticipato l’anno prossimo, il presidente del Consiglio e’ netto: “No. Si vota nel 2018”. Perche’, spiega Renzi, “Ci siamo dati come governo un orizzonte di mille giorni, per dire che le riforme di cui abbiamo bisogno sono profonde e coraggiose e non per guadagnare tempo. Ma i cambiamenti che abbiamo messo in campo e che stiamo realizzando, dal lavoro alla giustizia, dall’economia, con la piu’ straordinaria riduzione di tasse della storia, al ridisegno delle nostre istituzioni, cominceranno presto a dispiegare i loro effetti. Non bastano sei mesi, ma certo gia’ la prossima primavera vedremo il Paese ripartire, dopo troppo tempo di palude e di stagno”. “La nostra corsa la dobbiamo fare sulla Germania, sul gruppo di testa, e non sul fanalino di coda. Vedo un futuro all’altezza della nostra ambizione”, dice il premier, che assicura: “Vogliamo tenere aperte le fabbriche e non occuparle, perche’ l’occupazione di cui hanno bisogno i nostri lavoratori non e’ quella che minaccia il sindacato”. Sulle voci di voto anticipato al 2015 Renzi dichiara a OGGI: “No. Si vota nel 2018”. E di se stesso dice: “Non penso alla politica come a una condanna a vita, come una professione buona per tutte le stagioni. Penso sia una passione, un servizio e un impegno. Che e’ a tempo come responsabilita’, per cui tra qualche anno mi vedo magari a fare qualcos’altro. Ma prima c’e’ da cambiare l’Italia. Cosa vorrei si dicesse di me nei libri di storia? Preferirei che si dicesse nei libri di geografia che l’Italia e’ tornata sulla mappa”. (AGI) .
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