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Repubblica e Il Tempo smontano i “43 successi della Raggi”

I “43 successi più importanti di Virginia Raggi e della sua giunta nei primi 7 mesi di governo” elencati da Beppe Grillo sul suo blog sono mezze verità o bufale vere e proprie. A smontare il post con il quale il leader del Movimento Cinque stelle ha cercato di risollevare l’immagine della sindaca sotto attacco sono La Repubblica e Il Tempo, con due articoli di fact-checking che hanno confutato punto per punto le numerose inesattezze contenute nella lista.”Le bugie di Grillo sui successi della Raggi”, titola il quotidiano diretto da Mario Calabresi. Ancora più pesante il giornale conservatore romano, che parla di “Complotto contro Grillo” e sposa dunque, forse con un po’ di ironia, la tesi contraria: non è stato il comico genovese a mentire ma i suoi luogotenenti capitolini ad averlo informato male.

Quando il “successo” è un atto amministrativo dovuto

In alcuni casi non si tratta di falsità. A essere vantati come “successi” sono semplicemente atti che fanno parte della normale conduzione della macchina amministrativa. Un esempio è quello dei 430 milioni stanziati per il trasporto pubblico, cifra che in realtà equivale a quanto previsto dal contratto di servizio di Atac. Lo stesso equivale per l’operazione “strade pulite”, i cui lavori dovrebbero poter essere seguiti in tempo reale su un’apposita sezione del sito del Comune, che contiene in realtà solo il calendario dell’Ama. Un altro normale atto amministrativo presente nell’elenco è poi il potenziamento della raccolta dei rifiuti sotto le feste natalizie.

Rivendicati i meriti della giunta Marino

Molte delle presunte conquiste di Raggi risalgono invece all’amministrazione di Ignazio Marino. Si pensi all’abbassamento della tassa sui rifiuti, che era previsto dal piano industriale approvato nel 2015, quando il presidente dell’Ama era Daniele Fortini. Un altro caso sono i controlli della polizia municipale sull’abusivismo commerciale che, oltre a essere operazioni di routine, erano già stati intensificati dalla giunta Marino, durante la quale – scrive Repubblica – si svolgevano “a un ritmo pari, se non superiore”. Raggi non può ascriversi nemmeno il merito di “aver approvato il bilancio entro i termini di legge per la prima volta negli ultimi dieci anni”. Se Alemanno sforava sempre i termini, Veltroni e Marino li avevano rispettati. Tra i 43 successi figura addirittura la pedonalizzazione definitiva dei Fori Imperiali durante le domeniche e i festivi, anch’essa dovuta alla giunta Marino.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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