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Respinto il ricorso di Brasilia, Rousseff a un passo dall'impeachment

Brasilia – Il Tribunale Supremo brasiliano ha respinto un ricorso del governo che chiedeva di annullare la procedura di destituzione contro il presidente, Dilma Rousseff. Ora, a due giorni da un voto cruciale dei deputati, la ‘guerrigliera’ è a un passo dall’impeachment, Il governo brasiliano si è dunque bruciato una delle sue ultima cartucce nel tentativo di impedire il processo e lo ha fatto con una richiesta dell’ultim’ora dell’avvocato generale dello Stato, José Eduardo Cardozo, che chiedeva di annullare il processo. La decisione è stata adottata a maggioranza dai magistrati della piu’ alta istanza giudiziaria brasiliana (8 voti a 2), la cui decisione è stata trasmessa in diretta televisiva. E ha preceduto di qualche ora l’apertura di un ‘maratona’ dei deputati del Congresso, che andrà avanti fino a domenica, sul destino di Rousseff, accusata dall’opposizione di aver truccato i conti pubblici.

La Camera Bassa infatti proprio oggi terrà la prima di tre sedute, che si concluderanno domenica, in cui deciderà se rimettere al Senato le carte che chiedono l’apertura di un processo politico contro Rousseff. Domenica l’opposizione dovrà raccogliere i due terzi dei voti della Camera (342 su 513) perchè la destituzione della presidente sia sottoposta all’approvazione del Senato, altrimenti sarebbe automaticamente cancellata e Dilma Rousseff salverebbe il suo mandato.

Il governo oggi ha ammesso di avere contro una maggioranza prossima ai 300 deputati, sottolineando pero’ che è insufficiente per mandare avanti il processo. Ma i sondaggi nel Congresso di due autorevoli quotidiani, O Globo o Estado de Sao Paulo, hanno rivelato tuttavia che la maggioranza favorevole all’impeachment è già arrivata ai 342 deputati necessari. In caso di voto sfavorevole da parte dei deputati, la situazione per la Rousseff diverrebbe estremamente complicata: basterebbe infatti, nel mese di maggio, una votazione a maggioranza semplice dei senatori per metterla in stato d’accusa; ed ella verrebbe destituita per un periodo massimo di 180 giorni in attesa della sentenza definitiva. In quel caso il suo posto verrebbe preso dal vicepresidente Michel Temer, che assumerebbe le funzioni immediatamente per formare un governo di transizione. (AGI)

 

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