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Resta un giallo la fine di Giacomo, morto a Valencia con 3 coltellate al petto

Restano un giallo la morte di Giacomo Nicolai, 24enne di Fermo trovato senza vita nella sua abitazione di Valencia, in Spagna, il 9 marzo scorso. La seconda autopsia sulla salma dello studente Erasmus, disposta dalla Procura di Roma su richiesta dei genitori non ha chiarito gli aspetti ancora oscuri

Sorridente e “felice”: ecco com’era Giacomo sui social

Sui social spesso si mente, si cerca di appare più belli, più felici e anche più in gamba. Non è cauto affidarsi ai social per psicanalizzare una persona, eppure l’8 febbraio scorso Giacomo aveva cambiato la sua foto di profilo: al posto di un disegno di un pollo urlante ha pubblicato una sua foto sorridente con in mano una birra. Insieme a un commento autoironico: “Tolto un pollo ne metto un altro. ma almeno questo è felice!“. Ma in un mese molte cose possono cambiare.

La laurea ad Ancona, gli studi a Torino, l’Erasmus a Valencia

Giacomo si era iscritto alla facoltà di Ingegneria elettrica del Politecnico di Torino subito dopo aver completato la laurea di primo livello ad Ancona nel 2015. Da qualche mese era studente Erasmus all’Univeristat Politecnica de Valencia, che ha annunciato la scomparsa del giovane italiano con un messaggio sul sito, accompagnato da un fiocco nero e dalle parole “Riposa in pace”. 

Nessun errore nell’autopsia fatta in Spagna

La prima autopsia svolta a Valencia, dalla quale gli inquirenti spagnoli avrebbero desunto trattarsi di un caso di suicidio, è stata eseguita correttamente. La madre del giovane, così come gli amici on credono all’ipotesi del suicidio. 

Giacomo amava il mare, la vela e le montagne innevate, il ballo, la sua città natale Fermo e si era ben ambientato a Valencia. Un ragazzo allegro, che difficilmente avrebbe impugnato un coltello per trafiggersi tre volte il petto. Eppure questa è la versione delle autorità locali spagnole che hanno trovato il corpo adagiato sul suo letto, nell’appartamento di via Calle Josè Maria de Haro, non lontano dal centro di Valencia, che condivideva con altre due persone. D’altronde non c’è alcun segno di effrazione alla porta.

Il suicidio non convince gli amici

Non ci credono nemmeno alcuni membri del gruppo Facebook “Italiani a Valencia”, che giudicano affrettata la relazione della polizia spagnola. “Chi si suiciderebbe in questo modo?”, chiede una ragazza. “Il dolore fisico delle prime due coltellate sarà stato pazzesco” ma forse “il dolore di vivere forse per lui era inaguantable, più di tre coltellate”, si legge ancora.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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