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Restyling intima, boom della vaginoplastica

Roma – Una premessa: non ci sono numeri statistici ufficiali, inutile cercarli o basarsi su panel di ricerca su un campione limitato, si rischia una inutile generalizzazione. Però è indubbio – per voce degli stessi specialisti – che in Italia, e non solo, si va estendendo il ricorso alla chirurgia genitale femminile e maschile, più tra le donne, con rimodellamento delle piccole labbra, che tra gli uomini. La crisi non ferma il boom della vaginoplastica. E il fattore estetico si fa sempre più strada, ovvero comincia ad insidiare l’esigenza prettamente funzionale (esiti di parto, ipertrofia, difficoltà orgasmica) che spesso dall’essere preminente finisce con il passare in secondo piano. Specie tra le donne dai 40 anni in poi, con casi anche di over 60, qualche volta vedove. E però non mancano le giovanissime, per le quali l’ipertrofia genitale può creare imbarazzo quando si indossano costumi da mare ridottissimi oppure un abbigliamento comunque condizionante.

Senza dimenticare la pratica sempre più diffusa, rispetto a ieri, della depilazione marcata. Quanto agli uomini, si comincia a parlare dell’allungamento o allargamento o della riduzione dell’incurvamento del pene, “si sdogana l’argomento”, dice Massimiliano Brambilla, specialista in chirugia plastica dela Fondazione IRCCS ‘Mangiagalli’ di Milano e referente del Capitolo di Chirurgia Intima Femminile e Maschile della SICPRE, la Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica, tra i massimi esperti italiani ed oltre confine. (AGI) Vic (Segue) (AGI) – Roma, 17 mar. – “In Italia non c’è una raccolta dati, non esiste un registro di questi interventi – chiarisce Brambilla – però possiamo dire che questo tipo di chirurgia è in crescita, cosi’ come lo è negli Stati Uniti, in Francia e in altre nazioni. Sono sempre più i corsi di formazione, il mondo è in evoluzione in questo campo, la domanda sale, e si badi bene che non è solo una questione di estetica. Due i filoni chiave della chirurgia genitale tra le donne: quello prettamente estetico e quello legato alla funzione, del primo se ne parla sempre più, dell’altro sempre meno. Per il 90% delle donne coinvolte, l’ipertrofia delle piccole labbra è davvero invalidante, poi – per carità – ci sono quelle che hanno qualche problema diciamo di identità e quindi ricorrono all’intervento di riduzione per una questione estetica”.

Tra gli uomini esplode invece il bioom di falloplastica

Brambilla sottolinea che il mondo della chirurgia plastica “si è subito aperto” quando è emerso questo ricorso, mentre i ginecologici hanno inizialmente frapposto ostacoli, poi negli ultimi tre anni ecco un interesse “molto spiccato” perchè “si è capito che estetica, funzione e chirurgia possono coesistere, sono legati tra essi”. Lo specialista sottolinea che “per una donna è importante anche l’estetica vulvare, e oggi come oggi l’intervento alle piccole labbra è in assoluto il più richiesto. Sta diventando una chirurgia sempre più diffusa, anche se il tasso di complicazioni – mette in guardia – è maggiore. E il suggerimento della SICPRE è quello di affidarsi a persone che abbiano un background, una formazione fatta di corsi specifici e che non facciano cose inutili, tipo piccole labbra ridotte a nulla”. E il presidente della SICPRE, il professor Giorgio De Santis, è dell’avviso che occorre dare alle persone “il massimo della trasparenza e della serietà delle informazioni, rivolgendosi a un professionista del settore”. De Santis lamenta anche un vuoto normativo, “e accade che in questo campo ci siano persone che si spacciano per specializzati in chirurgia plastica e invece non lo sono, e la legge cosi’ com’è purtroppo lo consente. Le donne sappiano che si devono interfacciare con uno specialista del settore e non con chirurghi che in modo autoreferenziale si spacciano per specialisti in chirurgia estetica. La semplice laurea e qualche corso fatto chissà dove non bastano…Questa è la battaglia che la SICPRE sta conducendo e presto avremo un confronto anche a livello di ministero della Salute avviando un tavolo”.

Tornando sul campo pratico, il dottor Brambilla evidenzia il capitolo atrofie: “l’invecchiamento è una ragione che spinge all’intervento, il crollo degli ormoni provoca riduzione della secrezione e via dicendo. C’è anche l’atrofia indotta: pensiamo a una donna operata al senso per un tumore e dunque calo ormonale. E qui entra in ballo il capitolo della rigenerazione delle parti intimi. Si ricorre a terapie biologiche-cellulari che danno origine a una importante rigenerazione della mucosa. E poi ci sono gli apparecchi: radiofrequenza, laser, Led”. A proposito del laser, in chirurgia è arrivato da 30 anni ma ora lo si usa anche per i genitali, e lui mette sull’avviso: “non è solo un colpo di laser che mette a posto una donna, il laser – dice Brambilla – non è una bacchetta magica, serve invece un approccio multidisciplinare. Il laser è uno strumento utile insieme ad altri strumenti”. L’organo genitale, specie femminile, “è un terreno dove ibridare tecniche di chirurgia plastica con tecniche ginecologiche o urologiche. C’è ancora molto fermento”, e la conferma sta anche nei 60 congressi monotematici tenuti lo scorso anno nel mondo in fatto di chirurgia ginecoplastica. Si parla anche di ricorso alla ricostruzione dell’imene…”E invece questo tipo di intervento è numericamente basso, di italiane ne so poche”, dice il dottor Brambilla. Che anzi svela un particolare dai risvolti sociologici non secondari: “Nella quasi totalità dei casi si tratta di donne maghrebine, sono loro a ricorrere a questo intervento. Sono venute in Italia, hanno studiato, si sono formate, lavorano, e poi ecco che all’improvviso si sottopongono a questo genere di intervento…”.

Si parla molto anche di ‘sbiancamentò dell’area perineale…”Che il colore chiaro piaccia di più rispetto al pigmentato è scontato – dice Brambilla – ma il problema è la soluzione tecnica sicura, che non esiste. Il ricorso ad acidi o laser può portare a problematiche infiammatorie importanti. E difficilmente si troverà un serio professionista disposto a farlo…A mio giudizio questa pratica andrebbe bandita fino a quando non si troverà una tecnica meno perniciosa”. Ma più in generale, su questi temi la SICPRE auspica che più in generale su questo tema si evitino banalizzazioni, tipo – conclude il dottor Brambilla – quei banner pubblicitari “un raggio di laser e ti ringiovanisco la vagina”, e quindi la parte medico-scientifico viene difesa con i denti dalla Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Quanto alla chirurgia estetica genitale per gli uomini, “in Italia se ne parla poco, in Francia un po’ di più. Tra un mese ci sarà a Milano un congresso per parlare di estetica e funzione, per sdoganare un tema finora trattato in maniera carbonara”. (AGI) 

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