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Riapre la stazione di Budapest Orban "e' un problema tedesco" 

(AGI) – Budapest, 3 set. – La polizia ungherese si e’ritirata dall’ingresso della stazione Keleti di Budapest, consentendo l’ingresso di decine di rifugiati siriani. Le ferrovie ungheresi negano che siano in partenza treni verso l’Europa occidentale. Un portavoce della polizia austriaca conferma che al momento non ci sono treni in viaggio da Budapest Keleti verso Vienna.

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Per il premier ungherese Viktor Orban, l’emergenza migranti e’ “un problema tedesco”, considerato che delle migliaia entrati in Ungheria nessuno vuole rimanervi, ma tutti vogliono andare in Germania. Il premier ungherese ha comunque dichiarato che l’Ungheria deve registrare tutti i migranti nel Paese, prima che la lascino alla volta di Austria o Germania.

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Secondo Orban, Il flusso di migranti in Europa minaccia le radici cristiane del continente e i governi dovrebbero controllare le loro frontiere prima di decidere quanti richiedenti asilo possano accogliere. In un editoriale scritto per il quotidiano tedesco Frankfurt Allgemeine Zeitung, Orban aggiunge che, riguardo l’emergenza migratoria, gli europei non sono in sintonia con la gran parte dei rispettivi governi: “La gente vuole che noi gestiamo la situazione e proteggiamo i nostri confini. Solo quando avremo protetto le frontiere ci si puo’ chiedere quanti rifugiati possiamo accogliere o se ci debbano essere quote”.

 

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Intanto Italia, Francia e Germania chiedono alla Ue di rivedere le regole europee in materia di asilo e di raggiungere l’obiettivo di una “equa ripartizione dei rifugiati sul territorio europeo”; e insistono perche’ la loro proposta venga discussa venerdi’ alla riunione dei ministri degli Esteri della Ue.

L’emergenza immigrazione torna dunque di prepotenza sul tavolo dei ministri degli Esteri Ue: la prima occasione “istituzionale”, nei giorni caldi della crisi in Ungheria e dopo i dati record sugli sbarchi dal Mediterraneo dell’estate, sara’ il Consiglio informale di venerdi’ e sabato a Lussemburgo. Nel cosiddetto formato “Gymnich” i Ventotto affronteranno la questione sabato mattina, assieme ai colleghi dei Paesi candidati all’ingresso in Ue.

Sara’ l’occasione, oltre che di discutere del documento proposto da Italia, Francia e Germania in cui si chiede una risposta forte e meccanismi condivisi e armonizzati su accoglienza e gestione dei rifugiati, anche di parlare dell’eventuale passaggio alla seconda fase, piu’ operativa nel contrasto al traffico di migranti: la missione navale Eunavfor Med, che potrebbe agire nelle acque internazionali secondo quanto proposto nei giorni scorsi dal comandante Enrico Credendino.

Nella prima fase, avviata nelle scorse settimane, e’ stata avviata l’attivita’ di intelligence per individuare i trafficanti di esseri umani e il loro sistema. Il documento sottoscritto dai ministri degli Esteri di Italia, Paolo Gentiloni, Germania, Frank-Walter Steinmeier e Francia, Laurent Fabius, chiede una forte risposta europea alla crisi: innanzitutto si chiede di rivedere contenuti e attuazione dell’attuale sistema di regole europee in materia di asilo, creato ormai 25 anni fa, occorra rivederne contenuti e attuazione; poi i tre ministri insistono sull’obiettivo di un’equa ripartizione dei rifugiati sul territorio europeo. (AGI)

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