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Ribellarsi. Europa vuol dire dissenso

Scritto da Daniel Cohn Bendit (Espresso 9.1.14): “”Oggi la società non è più quella degli anni Sessanta, bigotta e angusta. Ma le classi politiche hanno tradito le promesse. Occorere quindi tornare alle origini. Alla rivolta per l’uguaglianza e la democrazia””

“”Mio caro figlio,
probabilmente ti ricorderai del periodo agitato della mia adolescenza. In particolare di quei nostri momenti di conflitto, quando provavi a provocarmi rinfacciandomi: ‘Ma nel Sessantotto mi avresti detto le stesse cose?’. Era il tuo modo di dirmi: ‘Anch’io ho diritto alla mia rivolta’. In fondo si trattava di banale conflitto generazionale, in cui tutte le persone nel mondo facilmente si riconoscono. Ma, nel nostro caso, questo conflitto assumeva un tono particolare, dato che tu mi costringevi a confrontarmi direttamente con la mia storia e la mia biografia. Il che, sia detto, non significa che tu avessi sempre ragione, ma neanche che la tua rivolta fosse priva di senso. Le tue parole, i tuoi rifiuti di seguire certe mie indicazioni, mi costringevano comunque ad affrontare una doppia sfida. Prima di tutto dovevo imparare ad ascoltarti e ad ascoltare. Al di là di ciò che dicevi o che provavi a spiegarmi, dovevo capire che le tue parole e i tuoi comportamenti erano l’espressione di una individualità, di una persona che pretendeva di essere riconosciuta in quanto tale. E poi c’era la sfida di rimanere fedele alle mie stesse idee; di favorire lo sviluppo del tuo senso critico e della tua autonomia. Tutto questo affinchè tu potessi realizzarti come un individuo responsabile (non è questa la cosa più importante della nostra vita?). …

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http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2014/01/03SIA5029.PDF

Fonte

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