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RICERCHE CRISTOLOGICHE

Molti mi chiedono un po’ di segnalazioni sul Gesù storico e sulle riflessioni cristologiche. Io aggiorno continuamente il blog. Qui però segnalo un “quadro” di opere utili chiedendo venia per le molte omissioni.

(1) AA/V., Gesù ai Nazareth, CNT, Roma 1991, pag. 75. SALLIE McFAGUE, Modelli di Dio, Claudiana, Torino 1998, pag. 49. (2) B. BESBOUE’, Gesù Cristo nella tradizione della chiesa, Paoline, Cinisello Balsamo 1987, pag. 106. Sostanzialmente conservatrici e convergenti le opere di Alois Grillmeier, di Marcello Bordoni, di Bruno Forte e di gran parte della produzione protestante pin legata al pensiero barthiano. (3) Catechismo della Chiesa Cattolica, Libreria Editrice Vaticana, Citta del Vaticano 1992. (4) Fondamentali tutte le opere – ben note ai lettori – di Hans Küng, Eduard Schillebeeckx, John Hick e Paul Knitter. Si tratta di oltre quaranta impegnative pubblicazioni nell’arco degli ultimi 50 anni. In particolare HANS KÜNG, Cristianesimo, Rizzoli, Milano 1997 e PAUL KNITTER, Una terra molte religioni, Cittadella, Assisi 1998. (5) Si veda “La chiesa in frammenti” (Concilium 3/97); “La riscoperta di Gesù” ( Concilium 1/97); MAURO PESCE in Annali di storia dell’esegesi 14/97, pag. 11-38; ELENA LOEWENTHAL, Gli ebrei questi sconosciuti, Baldini & Castoldi; “Questioni non risolte” [Concilium 1/99); DAVID FLUSSER, Jesus, Morcelliana; SALVATORE NATOLI, Dio e il divino, Morcelliana, Brescia 1999. (6) ERICH ZENGER, Il primo testamento, Queriniana, Brescia 1997; J. HICK – P. KNITTER, L’unicità cristiana: un mito?. Cittadella, Assisi 1994; ROLF RENDTORFF, Cristiani ed ebrei oggi, Claudiana, Torino 1999; KARL JOSEF KUSCHEL, Generato prima di tutti i secoli?, Queriniana, Brescia 1996. Interessanti le riflessioni di Ortensio da Spinetoli comparse in riviste teologiche di base e le opere di Eugen Drewermann. (7) Si veda ADOLF HOLL, Gesù in cattiva compagnia, Einaudi, Torino 1991 (la prima edizione e del 1971); Gesù di Nazareth, CNT, Roma 1991; JON SOBRINO, Gesù Cristo liberatore, Cittadella, Assisi 1990; JULIE M. HOPKINS, Verso una cristologia femminista, Queriniana, Brescia 1996; E. SCHUSSLER FIORENZA, Gesù figlio di Miriam, profeta della sofia, Claudiana, Torino 1996; E. P. SANDERS, Gesù, Mondadori 1995; J R. GUERRERO, L’altro Gesù, Borla, Roma 1977; C. MOLARI, La fede nel Dio di Gesù, Edizioni Camaldoli 1991; di grande interesse ROBERTO DE MATTEI, A sinistra di Lutero, Citta Nuova, Roma 1999, che registra il plurale della tradizione. (8) Si veda l’opera stupenda della suora e teologa cattolica ELISABETH A. JOHNSON, Colei che è, Queriniana, Brescia 1999. L’autrice rilegge tutta la dottrina trinitaria in chiave simbolica denunciando le deviazioni che la ripetizione delle formule conciliari ha causato e la loro inintelligibilità ed inadeguatezza per il nostro tempo. Nelle pagine di questo volume a più riprese viene illustrato il processo storico che ha portato alla costruzione del dogma trinitario, “un pensiero che fu elaborato in una cornice speculativa ellenistica” (pag. 387) e viene rilanciata la consapevolezza dei linguaggi allusivi, simbolici, analogici del nostro parlare di Dio per evitare di credere che i nostri linguaggi teologici “descrivano” la vita interna di Dio. Si veda JOHN HICK in “L’unicità cristiana: un mito?“. op. cit. pagg. 104-105. In quest’opera si trova un vasto panorama bibliografico. Mi permetto qui di raccogliere alcune osservazioni di una notissima teologa protestante, J. M. HOPKINS, tratte dal suo volume “Verso una cristologia femminista” (op. cit.). Un libro assolutamente da leggere. Le riflessioni cristologiche al femminile vengono ripercorse con grande ampiezza e competenza. Molto vivace e coraggiosa la rimessa in discussione delle formulazioni di Nicea e Calcedonia, nella consapevolezza che “una cristologia dogmatica universale non è possibile” (pag. 24). “Le donne cristiane che formano la spina dorsale delle loro comunità… non credono più nelle dottrine cristologiche che odono ogni settimana esposte dal pulpito o liricamente descritte nel loro innario” (pag. 32). Calcedonia, con la sua formula del “vero Dio e vero uomo” può essere capita come “simbolo esistenziale” (pag. 97) dell’incarnazione del divino nella nostra umanità. La “dottrina della Trinità” per la nostra Autrice risulta essere un “dogma confuso” (pag. 103). Anche le formule di Calcedonia devono essere rilette come simboli e metafore: il dogma di Calcedonia, secondo cui Gesù era “vero Dio e vero uomo”, può essere interpretato intendendo che Gesù era un essere umano veramente “divinizzato”, cioè “invaso”, guidato da Dio. “Gesù è importante soltanto se era pienamente e unicamente umano. Altrimenti parliamo di qualcosa-qualcuno che non aveva una relazione piena e unicamente umana con Dio, con le sue sorelle e i suoi fratelli” (C. Heyward, pag. 144). Per l’Autrice “la divinizzazione di Gesù cominciò quando nella missione i cristiani cercarono di dare espressione al loro senso della salvezza nel mondo greco-romano. In questo ambiente i miti discendenti e ascendenti di un redentore, l’apparizione degli dei in forme umane, animali o di spiriti, le speculazioni gnostiche su un Uomo Celeste o Divino e il culto dell`imperatore erano all’ordine del giorno” (pag. 147). Se il dogma di Calcedonia “è sorto come riflessione teologica sulla persona di Gesù di Nazareth e sull’esperienza salvifica di Dio che la sua vita, la sua morte e la sua risurrezione hanno generato fra i primi cristiani…” (pag. 150), noi oggi, interrogandoci sulla nostra comprensione di Gesù, possiamo formulare “comprensioni diverse” e usare altri linguaggi. La cristologia deve riscoprirsi plurale, con “molte sfaccettature” (pag. 171). “Non trovo che questa prospettiva faccia paura” (pag. 171). (9) Le ultime opere di Küng forniscono una bibliografia che abbraccia tutte le aree culturali. Si veda anche “La Teologia del XX secolo” di Rosino  Gibellini (Queriniana) e JACQUES DUPUIS, Verso una teologia cristiana del pluralismo religioso, Queriniana, Brescia 1997. (10) P. KNITTER, Nessun altro nome?, pag. 47. (11) IDEM, op. cit. Anche un’opera significativa (e fantasiosa per ciò che riguarda l’ipotesi dell’Autore) come quella di Robert Kisor (Giovanni, Claudiana, Torino 2000), che si colloca con coraggio sul piano esegetico e tuttavia cerca di non uscire dal “tracciato” dogmatico ufficiale, in realtà dimostra che la pratica tradizionale di piegare e usare l’esegesi biblica ai fini della dogmatica sta diventando sempre più “faticosa”, difficile e inconcludente. In essa, al di la della sottolineatura della divinità di Gesù, l’Autore riconosce (pag. 58) come pienamente accreditate dalle Scritture cristiane la “cristologia adozionista” e la “cristologia dell’inviato” che escludono radicalmente la possibilità di comprendere Gesù come Dio. Non solo l`Autore sottolinea, a più riprese, che Gesù è una “creatura divina” (pag. 32), “comunque subordinato al Padre” (pag. 40), “il figlio obbedisce al Padre” perché il “Padre è più grande del Figlio” (pag. 73), “L’equivalenza funzionale di Dio e di Cristo” (pag. 81), ma riafferma che Gesù “è subordinato al Padre” (pag. 90), “gli è subordinato” (pag. 91) così tante volte da lasciar capire che si aprono vistose crepe nella concezione della divinità ontologica di Gesù e ci si può avviare verso una cristologia funzionale. (12) IDEM, op. cit. pag. 47. (13) Si veda GEZA VERMES, Gesù l’ebreo, Borla, Roma 1984 e AA.VV.,  Il Gesù storico, Piemme, Casale Monferrato 1988; H. KÜNG, Ebraismo, Rizzoli, Milano 1994. (13bis) J. HICK – P. KNITFER, op. cit. pag. 105. (14) Si vedano gli studi di Christian Duquoc, Nicholas Las, J. Gonzales Faus, Meinrod Hebga, Karl H. Schelkle e molti altri. (15) EDWARD SCHILLEBEECKX, Perché la politica non è tatto, Queriniana, Brescia 1988, passim pagg. 52-60. (16) IDEM, op. cit. (17) CARLO MOLARI, in Rocca 15/12/1999, pag. 48. (18) EDUARD SCHWEIZER, Gesù, la parabola di Dio, Queriniana, Brescia 1996 e soprattutto il suo capolavoro “Gesù Cristo: l’uomo di Nazareth e il Signore glorificato“, Claudiana, Torino 1992, pagg. 155-161. (19) F. NOCKE, Parola e gesto, Queriniana, pag. 165. (20) CARLO MOLARI, Rocca, pag. 49. (21) ST. SAMARTHA. L’unicità cristiana: un mito?, pag. 179 ss. (22) IDEM e Concilium 1/1997, pagg. 81-116; F. BARBERO, “L’Ultima ruota   del carro“, “Il dono dello smarrimento” (Gabrielli Editore) e “Come la samaritana” (Booksistem). Sono stupende le pagine che Ortensio da Spinetoli nel suo recente volume “Bibbia e Catechismo” (Paideia 1999) dedica al tema cristologico distinguendo nettamente Gesù da Dio. (24) P. TILLICH, L’irrilevanza e la rilevanza del messaggio cristiano per l’umanità oggi” . Queriniana, Brescia 1998, pagg. 42-43. (25) Sarà bene porre attenzione agli studi di Maurice Sachot in “La predicazione del Cristo” (Einaudi, Torino 1999). Lo studioso francese vede nel processo di istituzionalizzazione del cristianesimo un passaggio dall’annuncio alla “verità decretata” (pag. 183). “La verità è decretata …. ma questa è la definizione dell’ortodossia. Tale statuto della verità tramuta d`acchito un disaccordo dottrinale …in una rottura istituzionale: l’eresia assume il volto dello scisma” (pag. 183). Il “colpo fatale” portato all’annuncio cristiano avverrà progressivamente quando gli enunciati dogmatici si presenteranno “in una sorta di blindatura sistemica che si configura inevitabilmente come discorso di autorità” (pag. 185). Molto stimolanti le riflessioni cristologiche di HERMANN HARING in Concilium 2/2000 (pagg. 137-154). Particolarmente preziosi e documentati i due volumi del teologo cattolico Luciano Scaccaglia (Gesù Cristo liberatore, Parma 1999 e 2000). Significativi gli Studi di Paul Abela (Je crois mais parfois autrement, Paris 2002). C.J. Den Heyer (La storicità di Gesù, Claudiana 2000). Ricordo inoltre le opere di M. E. Boismard, Martin Werner, Hans Joachim Schulz, Tissa Balasuriya, Roger Haight. Molti stimoli ho ricavato dai volumi di P.E Meier (Un ebreo marginale, Queriniana 2000-3) e soprattutto dal volume di Giuseppe Barbaglio (Gesù ebreo di Galilea, Dehoniane) e dalle opere di Francois Vouga e di Gerd Theissen.    
Assolutamente preziosi gli studi di Adriana Destro e Mauro Pesce. Ricordo “Da Gesù al cristianesimo” (Morcelliana), “L’uomo Gesù” (Mondadori) e “Inchiesta su Gesù” (Mondadori) e molte altre ricerche degli stessi Autori.
Segnalo di Enrico Norelli “La nascita del cristianesimo” (Il Mulino) e di Paul Mattei “Il cristianesimo antico” “Il Mulino).
Non posso dimenticare due opere straordinarie “Parlare di Dio” e “Parlare di Cristo” di André Gounelle (Claudiana Editrice), i libri di Salas e Lenaers.
Franco Barbero
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