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Richard Dawkins. La responsabilità di far nascere un bimbo sotto l’ombra del non senso

Una donna ha scritto allo scienziato britannico Richard Dawkins: “Non so cosa farei se sapessi di portare in grembo un figlio down”. E Dawkins le ha consigliato: “Abortisci e riprova. Sarebbe immorale farlo nascere se puoi scegliere”. Il tweet ha provocato una valanga di commenti e ingiurie all’indirizzo del biologo. Faccio qualche considerazione in merito.

Qualora, per ipotesi assurda, Dio prima che nasceste vi avesse detto: “Senti, preferisci nascere malato, oppure non nascere affatto?”. Quale sarebbe stata la vostra risposta? Altra domanda: “Se una donna non se la sente di crescere in grembo un bimbo down, se sente di non potergli dare amore, se non riesce ad immaginare la sua vita accanto ad un bimbo down, è giusto che la Chiesa la “costringa” a far nascere il bimbo sotto minaccia di scomunica? Giovanni Paolo II ebbe a scrivere: “ Il Signore non ha creato la morte e non gode per la rovina dei viventi…Il Vangelo della vita, risuonato al principio per un destino di vita piena e perfetta, viene contraddetto dall’esperienza lacerante della morte che entra nel mondo e getta l’ombra del non senso sull’intera esistenza dell’uomo” (Evangelium vitae). L’intera esistenza dell’uomo, riguarda anche la nascita e la morte. Non è Dio a volere la nascita di un bimbo malato.  La Chiesa si pronuncia sempre contro l’aborto, ed è giusto che lo faccia; tutti siamo contro l’aborto, ma si può anche abortire per necessità e per amore, ed ovviamente la Chiesa questo non lo riconosce. Evitare che una creatura venga a trovarsi sin dalla nascita nella cupa ombra del non senso, può essere una responsabilità che Dio affida all’uomo.

Renato Pierri

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