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“Rick Stanton è l'unico che può salvare quei ragazzini”

“Rick Stanton? È sicuramente il più forte e completo speleologo al mondo, ma è soprattutto un’ottima persona: modesto, timido e schivo, anche se in acqua è veramente su un altro pianeta”. A descrivere ad Agi il sommozzatore britannico che ieri, insieme al compagno John Volanthen, ha raggiunto i dodici ragazzini intrappolati in una grotta in Thailandia è Gilberto Bonaga. Docente di Geologia applicata all’Università di Bologna e appassionato di immersioni in grotta, Bonaga ha conosciuto di persona Stanton in Sardegna proprio durante un’immersione in grotta, e poi l’ha rivisto a Birmingham “quando venne premiato all’Eurotek”, l’evento clou del mondo sub.

“L’unico in grado di raggiungere quei ragazzini”

“Rick si dedica completamente alla speleosubacquea, ha un’esperienza molto lunga e un controllo dello stress incredibile”, racconta Bonaga. “Probabilmente era l’unica persona al mondo in grado di raggiunge la zona asciutta della grotta nell’acqua torbida che c’era – spiega -, Stanton è a suo agio in condizioni in cui io non entrerei nemmeno in acqua”. E il suo compagno Volanthen? “Non l’ho mai incrociato – aggiunge – ma è il suo buddy da sempre (cioè il compagno di immersioni, ndr). Probabilmente il migliore che gli possa garantire un minimo di sicurezza”. Bonaga, che ha cominciato a dedicarsi al mondo subacqueo nel 1994 per poi cominciare in grotta sette anni più tardi, spiega le difficoltà nell’affrontare immersioni speleologiche: “In grotta sono poco più di un turista – chiarisce – non faccio record, spedizioni o cose estreme. È bellissimo, ma ci vuole un grosso controllo dello stress, essere capaci di restare calmi e tenere la situazione sotto controllo”. E soprattutto essere preparati agli imprevisti: “Saper prevedere già da casa quali problemi possono nascere e essere pronti a risolverli prima che diventino emergenze permette di godersi le immersioni in sicurezza”.

È più importante la testa del fisico

Stanton e Volanthen hanno dovuto affrontare un grande sforzo fisico per raggiungere i ragazzini dispersi, calandosi per dieci chilometri nel cuore della grotta, ma il segreto per aver la meglio sulle grotte, per Bonaga, è un altro: “Non è questione di fisico, ma di restare tranquilli, avere un’attrezzatura adeguata e seguire sempre le regole”. Quelle che dovranno rispettare anche i ragazzini thailandesi e il loro venticinquenne allenatore: dopo essere stati raggiunti da Stanton e Volanthen, ora arriva il momento di risalire la grotta. Le condizioni meteorologiche non aiutano: secondo quanto riportato da Bangkok Post, nei prossimi giorni è prevista pioggia nell’area, motivo per cui “l’evacuazione dovrà essere più rapida. Se l’acqua salirà ancora di livello, il lavoro sarà difficile”, le parole del ministro dell’Interno thailandese Anupong Paochinda. “Dobbiamo riuscire a tirar fuori i ragazzini”, ha aggiunto. Forse già questa settimana, scrive il Guardian.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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