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Ricorso Agcom contro i giornalisti schierati

Roma – “La storia ci insegna che si deciderà tutto l’ultima settimana”, ha pronosticato giovedì Renzi. Ecco perché – vicenda terremoto a parte – il premier sta concentrando la sua attenzione su come incentrare il rush finale della campagna elettorale. Alla ricerca di un ‘colpo d’ala‘. C’è, spiegano fonti parlamentari renziane, chi gli dice di concentrare lo sprint su se stesso, chi gli suggerisce di andare nella direzione opposta. Ma dipenderà anche da come andranno la manifestazione di sabato e la Leopolda. Poi la vigilia del voto coinciderà con l’approdo della legge di Bilancio in Aula alla Camera e magari qualche colpo di teatro potrebbe arrivare prima della ‘chiusura’ per una settimana del Parlamento. La battaglia per ora si combatte anche tra i ricorsi: il Pd e il Comitato ‘Basta un sì presenteranno, si apprende, un esposto ad Agcom (già contattato un pool di avvocati) perché – questa la tesi – non viene rispettata la par condicio.

L’affondo è contro quei giornalisti ‘schierati’ come Travaglio che partecipano a trasmissioni sponsorizzando il No a tutto campo. C’è poi in ballo il ricorso del costituzionalista Onida: il giudice di Milano deciderà se investire la Corte Costituzionale dei profili sollevati (il giurista chiede che la Consulta si pronunci sulla legittimità costituzionale della legge istitutiva del referendum).

La battaglia si combatte anche a colpi di testimonial‘. Il Movimento 5 Stelle oggi ha annoverato nelle proprie fila la cantante Giorgia; il fronte del sì schiererà, invece, una formazione variegata: dopo la Leopolda infatti partiranno le dirette Fb con personaggi noti di vario genere – da Sacchi, Pizzul e Vezzali nello sport – da don Gino Rigoldi ad attori come Bertolino, cantanti come Cristina D’Avena, costituzionalisti come Cassese ma anche tanti ‘cittadini normali’ che metteranno la faccia sul referendum. Un passaggio importante nella campagna elettorale per il sì sarà la manifestazione dei sindaci organizzata a Roma per il 9 novembre. Ci sarà Sala, ci saranno tanti primi cittadini, anche del centrodestra (attesi i sindaci di Cuneo e Venezia), ci saranno la Cisl e Confindustria.

Ma il presidente del Consiglio per ora punta su due schemi già rodati: il primo è quello anti-Austerity’, ergersi a paladino nella Ue per investire su politiche di sviluppo; il secondo è sempre quello di spingere il fronte del no sulla ‘rottamazione‘ e relegare chi sale sulle barricate contro il ddl Boschi nella squadra della prima Repubblica, composta dai vari D’Alema e De Mita (domani è previsto il confronto tv con l’ex leader Dc). E mettere nell’angolo anche Grillo, che ha deciso di sottrarsi ad un confronto televisivo.

Ora però l’obiettivo immediato del premier è portare la gente in piazza sabato, non solo andare a raccogliere consensi ‘virtuali’ sul web. Ecco perché si è attivata la macchina del Nazareno per scongiurare un rischio flop per la manifestazione di piazza del Popolo, a pochi giorni dalla Leopolda e nel bel mezzo di un week lungo. Sul dopo 4 dicembre, invece, bocche cucite. “Renzi – spiega uno dei fedelissimi – è indisponibile anche a parlarne”. Nel caso di una vittoria del sì la convinzione è che il premier possa aprire ad un rimpasto di governo, con Luca Lotti che, per esempio, potrebbe anche ‘trasferirsi’ al partito.

Ma come ha detto Renzi l’ultima pagina sull’iter del ddl Boschi è “ancora tutta da scrivere”. Sullo sfondo c’è l’Italicum con la possibilità di aprire ad un premio di maggioranza alla coalizione e a non considerare piu’ l’eliminazione del ballottaggio come un tabù. La settimana prossima si varerà un documento, con l’obiettivo di far apparire il Pd come un partito unito (con Cuperlo) ma – sottolineano fonti dem – si tratta del primo tempo della partita sull’Italicum, “una sorta di amichevole, il secondo tempo”, ovvero quello in cui si metterà mano alla legge elettorale, si giocherà solo dopo il 4 dicembre. (AGI) 

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