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Riforme: al lavoro su mediazione, pressing su minoranza Pd

(AGI) – Roma, 4 set. – Un gruppo di dissidenti del Pd per ora rifiuta ogni compromesso sulle riforme, “o c’e’ una elezione diretta oppure e’ indiretta, non possono esserci dei mostri giuridici”, si ripete. Ma perlomeno una decina di esponenti della minoranza del Nazareno stanno ragionando sull’ipotesi di una mediazione portata avanti dai tecnici del governo. Ovvero introdurre nel ddl Boschi il principio che il Senato e’ espressione delle autonomie e composto da consiglieri regionali indicati o eletti dai cittadini. Demandando alle regioni la possibilita’ di scegliere le modalita’ dell’elezione dei senatori. La settimana prossima un’ulteriore spinta in tal senso arrivera’ dai presidenti di Regione che verranno auditi in Commissione. Il nodo resta l’articolo 2, sul quale si dovra’ pronunciare il presidente di palazzo Madama, Piero Grasso. Ma, si scommette nella maggioranza del partito, alla fine una meta’ dei cosiddetti ribelli potrebbe convenire a non toccare il cuore della riforma, modificando soltanto l’articolo 10. Occorrera’ poi capire l’atteggiamento della Lega che vuole accorgimenti soprattutto sul nuovo Titolo V. “Alla fine comunque piu’ di venti voteranno contro l’articolo 2”, spiega un bersaniano. “Saranno molti di meno”, ribattono dalla maggioranza del Pd. Bersani anche ieri alla festa dell’Unita’ ha ribadito che “un’intesa si puo’ trovare” sul pacchetto costituzionale, insistendo sulla necessita’ di rivedere il programma di riduzione fiscale. Ma sul taglio delle tasse oggi pomeriggio hanno stretto un asse Renzi e Alfano. Programma comune sull’economia, ma ancora differenze di vedute sulle unioni civili e sull’adeguamento della squadra di governo che il premier avrebbe intenzione di rinviare a fine ottobre. Stesso discorso sulle deleghe ancora da assegnare. “La riforma costituzionale – spiega un esponente del Pd – dovrebbe passare senza problemi, ma poi il problema si riproporra’ a gennaio quando saranno necessari i 161 voti per la quarta lettura”. In ogni caso il presidente del Consiglio Renzi martedi’, incontrando i senatori del Pd, ribadira’ la necessita’ di portare avanti il programma delle riforme senza tentennamenti. (AGI) .
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