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Riforme: braccio di ferro nel Pd, Bersani gela Renzi

(AGI) – Roma, 8 set. – Nuovo altola’ di Pier Luigi Bersani sul terreno delle riforme, proprio nel giorno in cui si riapre il confronto in commissione al Senato, ed e’ convocata l’assemblea del gruppo Pd a Palazzo Madama con Matteo Renzi. L’ex segretario Pd, dai microfoni di Radio anch’io, premette “non pretendo di dettare il compito” ma torna a dire che sulle riforme “c’e’ il libero convincimento di senatori che, davanti a temi costituzionali, non possono essere richiamati a una generica disciplina di partito”. “Nessun partito nella storia di Italia – scandisce Bersani – ha mai richiamato alla disciplina davanti alla Costituzione”. Bersani chiede dunque “una soluzione condivisa rispetto alla quale tutto il Pd prende il suo impegno” e avverte che “non c’e’ necessita’ di fare prove di forza, da nessun lato”. Sul nodo dell’elettivita’ dei senatori, in sostanza, spiega ancora, “qui non c’e’ Bersani ma il libero convincimento di un numero di senatori con i quali – ammonisce – bisogna discutere e trovare una soluzione. Non mi risultato tentativi di mediazione, ho visto ricostruzioni prive di sostanza”. Lorenzo Guerini, vicesegretario Pd, replica: “Abbiamo detto che discuteremo fino all’ultimo, con il principio inderogabile che non si puo’ tornare al punto di partenza. Qualsiasi intervento che si possa immaginare, si prosegue e non si torna al punto zero”. Quanto alla possibilita’ che venga modificato l’articolo 2 del ddl Boschi e che si possa introdurre il Senato elettivo, Guerini non risponde. Intanto, al ritorno dalla pausa estiva, si riuniscono i senatori della minoranza Pd. Uno scambio di opinioni, a quanto si apprende, per ribadire che le posizioni espresse in queste ultime settimane restano. Non un puntiglio, ma la necessita’ di trovare, con il Senato elettivo, una forma di equilibrio alle modifiche della Costituzione. Restano, dunque, i 17 emendamenti presentati. Tre sono quelli che si riferiscono al nodo dell’articolo 2, fra cui anche la proposta di diminuire da 630 a 500 i deputati. Nessuna spaccatura, dunque, ne’ diversificazione di posizioni. Ne’, stando alle stesse fonti, sarebbe in corso alcuna trattativa con la maggioranza del partito. (AGI) .
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