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Riforme: Chiti, polemica alza polveroni. Stiamo al merito

(AGI) – Roma, 12 set. – “Nel confronto sulla riforma costituzionale la polemica alza spesso polveroni che non fanno ben comprendere ai cittadini le varie posizioni”. Lo afferma il senatore del Pd, Vannino Chiti. “Provo a riassumerle – aggiunge – si vuole un Senato di sindaci e consiglieri? Si’ o no? Oppure si vuole – ma e’ cosa ben diversa – che i cittadini italiani stiano buoni buoni, da una parte mentre i gruppi politici nei consigli regionali trattano e negoziano, per individuare chi mandare al Senato? Si intendono precisare, come e’ giusto, funzioni e competenze del Senato superando l’istituto di fiducia ai governi, oppure di fatto si vuole trasformare il Senato non in una Camera legittimata comunque dai cittadini ma in una specie di dopolavoro istituzionale? Si vuole avvicinare il Senato al Bundesrat tedesco, attraverso una composizione che assicuri la presenza dei sindaci dei comuni capoluogo di Regione, dei presidenti delle giunte e degli assessori regionali, determinando il voto unitario per delegazioni territoriali? Io ci sto. Sottoscrivo questa soluzione”. “In entrambi i casi per introdurre le modifiche concordate – prosegue – e’ indispensabile cambiare l’articolo 2. Non e’ la pretesa politica di una minoranza faziosa: sono le regole che presiedono ad una corretta legislazione, sempre necessaria, obbligatoria quando si tratti della Costituzione, la nostra Carta fondamentale. Allora chi ha pregiudiziali incomprensibili? Chi fa dell’articolo 2 un ‘mantra’? Chi sostiene che vada nel merito cambiato e ne motiva le ragioni oppure chi ne sancisce l’intangibilita’ per incomprensibili motivi di bandiera? Anche i testi sacri, la stessa Bibbia, sono stati sottoposti a valutazioni critiche e a cambiamenti nelle interpretazioni nel corso dei secoli. L’articolo 2 invece deve restare fisso, immutabile quasi fosse frutto di un dettato divino? Anziche’ farne un dogma – conclude Chiti – in contrasto con le modifiche che almeno a parole si afferma di condividere, operiamo per unire il Pd, la maggioranza di governo, tutte le forze di opposizione disponibili a superare il bicameralismo paritario. E’ cosi’ che la riforma marcera’ spedita”. (AGI)
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