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Riforme, Grasso gela la Lega "emendamenti irricevibili"

(AGI) – Roma, 29 set. – Il presidente del Senato, Pietro Grasso, cancella in un sol colpo i circa 75 milioni di emendamenti alle riforme presentati da Roberto Calderoli, una valanga “abnorme” e come tali dunque “irricevibili”.

L’annuncio in Aula del presidente di Palazzo Madama scatena le dure proteste dell’opposizione, in particolare della Lega Nord, secondo la quale Grasso “si dovrebbe vergognare”.

I grillini parlano di “dittatura”, Forza Italia lamenta la creazione di un “precedente pericoloso”, mentre Calderoli evoca le “regole da Marchese del Grillo”.

La decisione della presidenza del Senato e’ spiegata in aula dallo stesso Grasso, che parla di una mole di emendamenti la cui “abnormita’ e’ oggettiva. Per rispettare i tempi stabiliti dal calendario dei lavori, la presidenza e’ oggettivamente impossibilitata a vagliare nel merito l’abnorme numero di emendamenti, se non al prezzo – avverte Grasso – di creare un precedente che consenta di bloccare i lavori parlamentari per un tempo incalcolabile, dovrei stare 17 anni a leggere emendamenti”. Di conseguenza – ha detto ancora il presidente del Senato – in ragione di tale criterio sostanziale, desumibile dall’art. 55 del Regolamento, considero non ‘inammissibili’, criterio che infatti e’ riferito al merito, ma ‘irricevibili’ gli stessi emendamenti, fermi restando quelli gia’ ricevuti dalla presidenza della commissione Affari costituzionali e ripresentati in assemblea, al netto di quelli ritirati”.

Immediata la replica in Aula del primo firmatario della valanga di emendamenti, Roberto Calderoli: “Mi dispiace, ma da quest’oggi in Aula e’ vigente il regolamento del Marchese del Grillo: ‘Io sono io e voi non siete un c…'”, dice il vice presidente del Senato.

Ma l’attacco della Lega a Grasso arriva direttamente dal segretario Matteo Salvini: “Grasso si dovrebbe vergognare per il suo atteggiamento”, “per certa gente cambiare il Senato o la Costituzione e’ come bersi un caffe’ la mattina. Non ci spaventano ne’ lui ne’ Renzi”. Il Pd, ha poi affermato Salvini, “si sente padrone di leggi e regolamenti, di tutto: vita, morte e pensiero e se non sei d’accordo con loro sei una bestia, sei da processare e non hai diritto di emendare. Mi dispiace che il Pd riduca l’Italia all’anticamera dei suoi dibattiti politici”.

Critici con la seconda carica dello Stato anche gli esponenti cinquestelle. Il deputato Giovanni Endrizzi, sempre in aula, accusa la “maggioranza”, che “oggi ha assestato un altro colpo decisivo alla democrazia”.

Per Forza Italia la decisione di Grasso apre un precedente pericoloso: “Sono preoccupato per il precedente che lei sta creando oggi” – ha detto Paolo Romani -, un precedente “pericoloso: decisione, immagino, che lei abbia preso dopo averla studiata e approfondita a lungo anche con gli Uffici, che insieme a lei – ripeto – hanno condiviso questa decisione, anche se sappiamo bene che la decisione ultima e’ del Presidente del Senato”. (AGI)

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