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Riforme, Grasso 'salva' il SenatoLa scommessa e' il voto segreto

(AGI) – Roma, 30 set. – Riforme, il governo insiste per chiudere in tempi brevi, possibilmente entro quel 13 ottobre indicato fin dall’inizio come tempo massimo, ma intanto il fronte si sposta sul ricorso ai voti segreti. Secondo gli ultimi calcoli, potrebbero essere addirittura 19. Diciannove situazioni di potenziale difficolta’, tra vendette private nell’oscurita’ dell’urna, sfoghi, assenze e distrazioni. Tanto che il Pd cerca immediatamente di correre ai ripari. Giornata iniziata, per il governo, con i dati positivi dell’Istat sulla disoccupazione. Siamo ai livelli del 2013, il che vuol dire tornare ai dati del quinto anno di crisi. Ma sicuramente e’ meglio di un anno fa, e Matteo Renzi, intervenendo di persona al question time della Camera, non manca di sottolinearlo. Merito del Jobs Act, rivendica, e che l’Italia sia ormai fuori dalle sabbie mobili e’ un dato di fatto ed un’operazione compiuta. Poi l’attenzione di tutti, maggioranza e opposizione, torna a concentrarsi su quello che e’ il tormentone di queste settimane, perche’ al Senato si continua a lavorare sulla revisione della Carta Costituzionale. Il presidente Grasso fa sapere che saranno ammessi solo gli emendamenti riguardanti le parti riviste dalla Camera nei passaggi precedenti, boccia quindi quelli che prevedono l’abolizione sic et simpliciter del Senato, infine quelli che introdurrebbero un “supercanguro”; vale a dire farebbero decadere automaticamente le richieste di modifiche troppo simili le une alle altre. Cosi’ si rischierebbero pero’ di andare comunque per le lunghe. Ecco allora la presidente del gruppo del Pd a Palazzo Madama, Anna Finocchiaro, presentare il rimedio: due righe che, se approvate, farebbero decadere la maggioranza degli emendamenti ammessi e, quindi, eliminerebbero di fatto le altre votazioni, comprese quelle a scrutinio segreto. Come per gli highlander, alla fine ne resterebbe solo uno (inteso come voto segreto). Sempre un rischio, ma un rischio estremamente ridotto rispetto a prima.(AGI)
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