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Riforme: Pd cerca intesa prima di martedi'; battaglia su art. 2

(AGI) – Roma, 5 set. – L’unica condizione sulla quale Renzi non e’ disponibile ad arretrare e’ l’articolo 2. Non si tocca, continua a ripetere il premier ai suoi. Potrebbero essere modificati gli articoli 70 e 122, ma non il cuore della riforma. La volonta’ del governo e’ quella di inserire nel pacchetto costituzionale il principio che i senatori saranno scelti direttamente dai cittadini, che il Senato pero’ dovra’ essere espressione delle Autonomie e composto dai consiglieri regionali; che il Senato non potra’ votare la fiducia al governo e che la riforma dovra’ essere approvata entro l’inizio di ottobre per poter poi permettere il passaggio finale ad inizio anno prossimo e la consultazione referendaria tra l’estate e l’autunno del 2016. Una ‘road map’ che il presidente del Consiglio ha gia’ illustrato piu volte e che prevede anche un’apertura su alcune richieste provenienti dalla minoranza. Ma il nodo resta sempre lo stesso: quell’articolo sul quale dovra’ pronunciarsi anche il presidente del Senato, Pietro Grasso. Aprire la discussione su questo punto, e’ il convincimento della maggioranza, vuol dire rimettere in discussione il ddl Boschi. Il premier ritiene che si possa arrivare ad un’intesa sui singoli temi con i bersaniani ma oggi la soluzione del ‘listino’ regionale e’ stata bocciata (“una minestra riscaldata”) da diversi esponenti della minoranza. I bersaniani concordano sul fatto che il Senato non debba piu’ votare la fiducia al governo e che possa essere espressione delle Autonomie ma chiedono a gran voce che si discuta dell’articolo 2. I pontieri sono all’opera per evitare una rottura nel partito del Nazareno. Zanda, riferiscono fonti parlamentari, nei giorni scorsi ha visto coloro che vengono ritenuti piu’ dialoganti nel gruppo dei cosiddetti ‘ribelli’. Altri incontri ci saranno prima di martedi’ quando e’ prevista l’assemblea del gruppo. I vertici del Nazareno pensano che una decina della minoranza alla fine tornera’ sui propri passi. Confidano in una soglia di 158-160 voti, con la possibilita’ che un drappello di azzurri possa votare il pacchetto o uscire dall’Aula, abbassando il ‘quorum’. Lo scontro comunque e’ rinviato. In Commissione in questa settimana non non ci sara’ alcuna battaglia. E’ prevista solo l’audizione dei presidenti di Regioni mentre si attende di capire anche quali saranno le mosse della Lega che potrebbe mettere in difficolta’ il governo ritirando parte degli emendamenti per evitare che il provvedimento vada direttamente in Aula, visto che in Commissione al momento l’opposizione dovrebbe essere in vantaggio di un voto. Renzi ha comunque ribadito che “la legislatura durera’ fino al 2018”. “L’obiettivo – ha spiegato questa mattina al Forum Ambrosetti – e’ arrivare ad un Paese piu’ semplice e piu’ giusto. E dentro – ha aggiunto – ci devono essere le riforme e le regole del gioco”. Infine la stoccata: “Questo e’ stato un lungo anno di contestazioni, in cui la mia minoranza con invidiabile senso di coerenza non ha mancato di contestarmi ad ogni occasione”. .
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