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Riforme: si entra nel vivo, 'pressing' del governo su Grasso

(AGI) – Roma 28 set. – Alle 11 l’illustrazione degli emendentamenti, poi da mercoledi’ si comincera’ a votare sull’articolo 1: la partita sul ddl Boschi entra nel vivo. Dopo l’intesa raggiunta la settimana scorsa nel Pd si discute sulle norme transitorie. Le due anime del partito cercheranno una soluzione per evitare nuove fibrillazioni, ma il governo prima aspetta di capire cosa intende fare il presidente del Senato, “se ritiene – viene spiegato – che le doppie conformi siano emendabili oppure no”. Il momento clou sara’ sul cuore della riforma, ma il clima a palazzo Madama si capira’ gia’ domani, soprattutto se verra’ confermata la linea di procedere articolo per articolo. La decisione sull’emendabilita’ dell’articolo 2 potrebbe arrivare venerdi’, ma l’esecutivo insiste nello ‘sbloccare’ “la paralisi” sul pacchetto costituzionale. “Deve decidere subito”, e’ il pressing in atto. Se la ‘ghigliottina’ sugli emendamenti di Calderoli non dovesse arrivare immediatamente “sara’ difficile andare avanti”, sottolineano anche dalla maggioranza. Grasso gia’ la settimana scorsa aveva spiegato che non verra’ consentito di bloccare i lavori, ma resta l’auspicio che si possa procedere ad una discussione ampia nel merito. I fari sono puntati soprattutto sulle mosse di Roberto Calderoli: al momento la Lega intende mantenere gli emendamenti e anche le altre forze dell’opposizione non rinunceranno all’ostruzionismo. L’obiettivo comunque del premier e’ quello di procedere speditamente e di evitare, viene riferito, la benche’ minima possibilita’ di scivoloni parlamentari. Anche perche’ occorrera’ sgombrare il campo, osservano i renziani, da rischi di ulteriori slittamenti della ‘road map’ fissata da tempo, compresa il referendum nel prossimo autunno. Il ministro Boschi ha gia’ preavvertito, sottolineano fonti del Pd, che il testo dovra’ restare quello uscito dall’accordo con la minoranza interna del partito. Oltre non e’ possibile spingersi. Al Senato – ribadisce Renzi – non c’e’ nessuna impasse perche’ i milioni di emendamenti “sono stati presentati con una modalita’ tecnica non conforme al regolamento” quindi – si chiede – “di che stiamo parlando?”. Sullo sfondo poi c’e’ la polemica portata avanti dai bersaniani sul “delirio trasformista” del partito che, questa l’accusa, ormai fa alleanza con “Verdini e gli amici di Cosentino”. “Cerchiamo il massimo sostegno possibile alla riforma costituzionale. Come sostiene giustamente la minoranza dem, serve il coinvolgimento dell’opposizione, quindi anche del gruppo di Verdini ma non solo”, ribatte Andrea Marcucci. “Verdini e’ stato all’inizio della legislatura un parlamentare della maggioranza durante il governo Letta, oggi conferma il proprio voto a favore del ddl Boschi, come e’ gia’ successo in prima lettura”, sottolinea ancora il senatore renziano. All’orizzonte si profila infine un’altra battaglia: la minoranza Pd sta finendo di mettere a punto un documento per confermare le richeista sulla legge di stabilita’. (AGI) .
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