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Riforme, ultimo atto alla Camera. Renzi "mi gioco tutto"

Roma – “Su questo mi gioco tutto”. Una sosta alla bouvette di Montecitorio poco prima di prendere la parola in Aula sul ddl di riforma costituzionale e Matteo Renzi conferma cosi’ l’importanza della partita in corso. Dopo due anni e sei letture, tra Camera e Senato, le riforme costituzionali arrivano al fatidico ‘ultimo miglio’ in Parlamento e si apprestano a tagliare il traguardo, con il voto finale di Montecitorio che dovrebbe arrivare domani o al massimo giovedi’, se le opposizioni dovessero fare ostruzionismo. Ed e’ proprio all’accusa di aver recato un ‘vulnus’ alla democrazia che il presidente del Consiglio, stavolta uscito dall’emiciclo, risponde con una battuta: “Il mio intervento poteva essere un ‘ma de che?'”. Invece, il suo intervento in Aula passa per 25 punti, risposte ad altrettante contestazioni da parte dei detrattori delle riforme costituzionali del governo: dal combinato disposto Italicum-Riforme che metterebbe eccessivo potere nelle mani di un solo partito, alla figura del premier; dal motivo ispiratore della riforma, alla scelta di tenere un referendum al termine di essa. Renzi si sofferma su ognuno di questi aspetti, ma di fronte a un’aula vuota, a causa della decisione delle opposizioni di lasciare l’Aula. I deputati FI, M5S, Sel e Lega in segno di protesta hanno infatti abbandonato l’emiciclo di Montecitorio prima dell’ingresso di Renzi. Solo i capigruppo hanno aspettato l’arrivo del premier e hanno spiegato la decisione. Il rimprovero che tutti hanno sollevato e’ stata l’assenza del premier durante la discussione generale. “Oggi si scrive una brutta pagina per la democrazia – ha detto il presidente dei deputati di FI, Renato Brunetta – il governo e’ presente in massa: posti in piedi per calpestare la democrazia parlamentare. Non ha ascoltato nessuno, preferendo stare alla buvette – ha aggiunto – lasciamo con dolore e rammarico”. “Abbandoniamo l’Aula rifiutandoci di ascoltare la glorificazione delle riforme”, gli ha fatto eco Cristian Invernizzi della Lega: “Si ricordi di ringraziare il convitato di pietra Denis Verdini, senza di lui non sareste qui oggi”.

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