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Rigopiano e la tecnologia che salva la vita

Salvi per miracolo. Un miracolo che fa i conti anche con le più avanzate tecnologie per la gestione delle emergenze. Nella corsa contro il tempo per salvare le persone ancora intrappolate nell’hotel di Rigopiano travolto da una valanga il 18 gennaio e mentre ancora si scava tra la neve e i detriti, la Polizia ha messo a disposizione le sofisticate strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate dalla Scientifica e dalla Guardia di Finanza per la geolocalizzazione dei cellulari dei latitanti. Non solo. Uno speciale radar da Firenze, un software di ultima generazione per coordinare i soccorsi dalla Sardegna, una speciale sonda dall’Alto Adige che emana calore e scioglie la neve e che grazie a una piccola telecamera consente di vedere se ci sono aree dove è possibile trovare persone. Vive o morte. Così da non perdere tempo e scavare a vuoto. Ecco quali sono e come funzionano le tecnologie utilizzate in questi giorni a Farindola nell’estremo e disperato tentativo di trovare altri sopravvissuti.

 

I cellulari captati con la tecnica che si usa per i latitanti

Già dai primi giorni i soccorritori hanno utilizzato le strumentazioni messe a disposizione dalla Polizia Scientifica, mobilitata dal questore di Pescara. Il 20 sera, intorno alle 22, il ‘gatto delle nevi’ è riuscito a portare sul posto le strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell’albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla Squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi. Le strumentazioni, nonostante il buio, il freddo e la neve, hanno consentito di individuare il punto preciso in cui scavare, dando una traccia preziosa ai soccorsi. E’ così che è stato tratto in salvo un ferito e sono stati, purtroppo, restituiti ai familiari i corpi di tre vittime. Come funziona il sistema è ben spiegato in un focus dell’Unità

 

Dall’università di Firenze un radar speciale

Nell’area è stata effettuata un’importante installazione di strumenti di monitoraggio che “ci aiuteranno se e come si dovessero muovere eventuali e ulteriori valanghe”. Lo ha detto la responsabile dell’Unita’ d’Emergenza della Protezione Civile, Immacolata Postiglione, nel corso del punto stampa di domenica alla Di.Coma.C. di Rieti, parlando del ‘radar doppler’ che sarà utilizzato per monitorare i movimenti sulla montagna intorno all’hotel per proteggere i soccorritori che continuano a lavorare senza sosta. Se una massa di neve o roccia dovesse muoversi, i soccorritori sentirebbero una sirena e vedrebbero accendersi un segnale luminoso. Il radar arriva dall’Università di Firenze, centro d’eccellenza nel settore ed è in fase di taratura. Sarà in funzione già da lunedì. Il sistema, di origine svizzera, è stato già utilizzato per monitoraggio in tempo reale e l’allertamento rapido di valanghe e frane veloci, come è ben spiegato su Quinewsfirenze.

 

Dalla Sardegna software di ultima generazione per coordinare i soccorsi

Le tecnologie del Joint Innovation Center Huawei e del CRS4 a supporto delle operazioni di soccorso per facilitare il recupero delle persone intrappolate dopo il crollo. Il Centro di innovazione, finanziato dalla Regione Sardegna e da Huawei e inaugurato lo scorso 19 dicembre al Parco Tecnologico di Pula, ha messo a disposizione dei vigili del fuoco parte del personale e il sistema portatile Rapid e-LTE emergency solutionLa tecnologia consente la trasmissione di voce e dati, incluse immagini, che facilitano la condivisione delle informazioni relative al disastro e il coordinamento delle operazioni da parte degli operatori in campo per facilitare l’individuazione dei sopravvissuti sotto le macerie. Il sistema consente di utilizzare alcune radio che permettono di acquisire le immagini dello scenario del disastro e mandarle poi nella sala operativa in streaming video, in modo tale da coordinare anche a distanza le operazioni con la massima precisione.“In questo momento – spiega una nota della Regione Sardegna – il sistema è a disposizione degli operatori che coordinano le operazioni di recupero presso l’hotel Rigopiano. Si tratta di una infrastruttura di comunicazione mobile con tempo di montaggio e messa in opera estremamente veloci, da utilizzare in caso di emergenze e disastri come quello che in questi giorni si sta vivendo in Abruzzo”. 

 

Dall’Alto Adige la sonda che scioglie la neve

Da domenica mattina si lavora con nuovi mezzi meccanici arrivati dall’Alto Adige, tra cui una sonda che emana calore e riesce a sciogliere la neve e che, grazie a una piccola telecamera, consente di vedere se ci sono delle persone o comunque delle aree dove è possibile trovare qualcuno. Così da velocizzare le operazioni di soccorso in un contesto in cui ogni minuto è prezioso. Il funzionamento è spiegato dal portavoce del Soccorso Alpino, Walter Milan all’‘Huffingtonpost.

 

Il tutto senza dimenticare, come ci ricorda la puntuale ‘Amaca’ di Michele Serra, che “SONO le mani dei soccorritori – e la loro marcia notturna sugli sci – a riportare alla luce i rinati del Rigopiano. Anche le pale e le ruspe non sono che derivati meccanici delle nostre mani, scavare è un’attività antica. In vicende come questa c’è un ritorno all’osso, alla materia bruta di cui sono fatte vita e morte, e la tecnologia torna a essere un accessorio”

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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