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Riina jr da Vespa, bufera in Rai. Maggioni "distinguere vittime da aguzzini"

Roma – E’ bufera sulla Rai, il giorno dopo l’intervista al figlio di Toto’ Riina, in onda a Porta a Porta. In Rai “non c’e’ nessun tipo di negazione” della mafia, “vittima e aguzzino non devono e non avranno mai pari dignita’ di racconto”, ha affermato la presidente Monica Maggioni che ha parlato, nel corso di un’audizione in commissione Antimafia, di un’intervista “insopportabile”. “Dall’inizio alla fine e’ stata un’intervista da mafioso, quale e’ il signor Riina”, ha aggiunto Maggioni. Il direttore generale, Antonio Campo Dall’Orto, ha ricordato che la Rai “come principale editore del Paese svolge con grande passione l’impegno contro la mafia” e ha spiegato che il direttore editoriale per l’offerta informativa Rai, Carlo Verdelli, ha ritenuto che l’intervista al figlio di Rina “fosse giornalisticamente credibile e potesse contribuire al dibattito sulla mafia”. E quanto al suo compito, “non e’ quello di essere il censore o il decisore finale, ovvero il decisore finale lo sono quando serve”. Il dg di viale Mazzini ha tenuto quindi a precisare che la puntata di questa sera dedicata anch’essa al tema mafia non e’ da intendersi “riparativa”.

Forza Italia difende Vespa – A difesa del conduttore di Porta a Porta interviene Forza Italia. “Polemica su Vespa strumentale. Garantire liberta’ informazione/professione giornalistica. O qualcuno vuole 2 pesi e 2 misure? Vespa no, Santoro si’?”, scrive su Twitter Renato Brunetta, capogruppo di FI a Montecitorio. Dello stesso tono le parole di Daniela Santanche’, che si augura che “dopo ?la messa in onda dell’intervista al figlio di Toto’ Riina a ‘Porta a porta’ l’accanimento della Bindi e della sinistra nei confronti di Bruno Vespa e della sua squadra si plachi. Nell’intervista non ho trovato nulla da poter accostare a quell’espressione offensiva – salotto del negazionismo della mafia – che la Bindi ha usato in modo improprio, offendendo il lavoro dei giornalisti. I processi si fanno nei tribunali e nessuno voleva riscrivere vicende che sono ben note a tutte. Alla Bindi consigliamo di occuparsi d’altro invece che di mettere il naso nelle redazioni giornalistiche”.

Grasso “servizio pubblico sia responsabile e serio” – “Penso che il servizio pubblico non debba avere limiti all’informazione, ma deve imporre un diverso grado di responsabilita’ e di serieta’”, ha sottolineato il presidente del Senato, Pietro Grasso. “Non si puo’ banalizzare la mafia, non si ci si deve prestare a operazioni commerciali e culturali di questo tipo e una puntata riparatoria non giustifica, anzi sembra mettere sullo stesso piano il punto di vista della mafia e quello dello Stato”.

Don Ciotti “da Riina codici mafiosi” – “Inquietante perche’ lui usa dei codici mafiosi”: cosi il presidente di Libera, Don Luigi Ciotti, ha commentato l’intervista a Salvo Riina, riferendosi alla parte in cui il figlio di Toto’ parla dei collaboratori di giustizia e specificando di non aver visto la puntata ma di averne letto i contenuti su alcuni quotidiani. “Per me – ha detto Don Ciotti a margine di un incontro a Bologna con gli studenti universitari – e’ molto importante alzare il tono della voce perche’ a Libera aderiscono alcune migliaia di familiari delle vittime innocenti delle mafie a cui sono stati strappati i loro affetti. Il 70 per cento di queste persone non conosce la verita’. C’e’ bisogno di verita’ non di creare enfasi su storie che hanno fatto soffrire il nostro Paese”.

M5S, direttore di Rai1 in Commissione Vigilanza – “Contrariamente a quanto affermato da alcuni parlamentari, gia’ ieri la commissione di Vigilanza che presiedo ha chiesto alla Rai la convocazione del direttore di Rai 1. Andrea Fabiano rispondera’ alle domande di tutti i commissari nella giornata di mercoledi’ 13 aprile”. Cosi’ su Facebook Roberto Fico (M5S), presidente della Vigilanza Rai. “Trovo vergognoso che un giornalista del servizio pubblico abdichi al proprio ruolo e sfrutti la figura di un criminale mafioso, offrendogli una vetrina, per alzare lo share. Per questo mi aspetto dai vertici della Rai, finalmente, un gesto forte, che non e’ certo la cosiddetta trasmissione riparatrice che suona come ulteriore legittimazione dei soggetti mafiosi”.

“Ieri e’ stata una pessima pagina per la Rai, che ha tolto credibilita’ al servizio pubblico. E questo e’ un problema, perche’ compito della nuova dirigenza Rai e’ segnare una forte discontinuita’ per tornare a dare al servizio pubblico piena credibilita’ e legittimazione. L’intervista di Vespa a Riina fa fare alla Rai un passo falso incredibile, non si capisce per quale motivo i vertici abbiano dato l’ok a una cosa del genere”, afferma il senatore Dem Francesco Verducci, vicepresidente della commissione di Vigilanza per i servizi radiotelevisivi. “La missione del servizio pubblico e’ quella di costruire un forte senso civico contro le mafie e la criminalita’ organizzata. La puntata di Porta a Porta di ieri sera – ribadisce – non solo non ha contribuito, ma ha finito col relegare una vicenda tra le piu’ tragiche e drammatiche della nostra storia sul registro dell’amore filiale. Si e’ dato un palcoscenico tra i piu’ importanti della Rai al racconto familiare di una tra le persone piu’ efferate, feroci ed eversive della storia della Repubblica. Per rimettere il servizio pubblico in sintonia con le aspettative degli italiani basta infortuni come quelli di ieri, a maggior ragione dopo la vicenda Casamonica: errare e’ umano, ma perseverare… proprio no”. (AGI)

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