TwitterFacebookGoogle+

Rilasciati i pescherecci di Mazara, "Ma ora tutele"

Palermo – Finisce nel migliore dei modi la brutta avventura di due pescherecci mazaresi fermati nella tarda serata di mercoledì da uomini della Marina militare egiziana durante una battuta di pesca a 26-28 miglia dalle coste egiziane: i due nartanti hanno mollato gli ormeggi dal porto di Alessandria d’Egitto nel pomeriggio. A dare la notizia sono stati il presidente del Distretto della Pesca di Mazara del Vallo, Giovanni Tumbiolo, e i due armatori del “Giulia Pg” e “Ghibli I”, Domenico Asaro e Luciano Giacalone che hanno spiegato come la vicenda sia stata risolta in tempi rapidi grazie all’intervento del ministero degli Affari Esteri, della Regione siciliana, del Comando Generale delle Capitanerie di Porto, e delle autorità politiche, diplomatiche e militari.

Comprensibile la gioia dei familiari dell’equipaggio, informati telefonicamente. “Questa è la prova – dicono – che quando ci si muove in armonia, e con compattezza, anche le situazioni più critiche si risolvono in tempi brevi e nel migliore dei modi”. Al Governo e alla Regione chiedono, però, di avviare tutti gli strumenti di cooperazione internazionale “al fine di limitare gli enormi danni economici, e non solo, che la Comunità peschereccia siciliana, ed in particolare mazarese, paga da troppi anni”. Secondo quanto riferito dall’armatore Domenico Asaro, il tracciato e le carte nautiche confermavano come quella zona del Mediterraneo non fosse sottoposta ad autorizzazioni o restrizioni. La motovedetta aveva fermato i pescherecci e condotti, con gli equipaggi composti da 14 marinai, otto italiani e sei tunisini, ad Alessandria d’Egitto, e successivamente negli uffici della Marina militare per un controllo documentale. Successivamente, insieme ai comandanti Michele Gennaro e Faro Li Cavoli, sono stati riaccompagnato in banchina. “Tutta la nostra documentazione – spiega l’armatore Asaro – era risultata in regola”.

L’ambasciata italiana al Cairo ha seguito il caso sin da subito con un proprio rappresentante giunto ad Alessandria. Già nel 2011 “Ghibli I”, assieme ad altri quattro motopesca, è stato fermato in acque egiziane e rilasciato dopo tre giorni trascorsi ad Alessandria d’Egitto; il “Giulia Pg” nel 2012 è stato bloccato per oltre un mese dai miliziani di Bengasi in Libia. Il 20 ottobre si è registrato il tentato sequestro di due pescherecci in acque tunisine e la scorsa settimana un altro peschereccio mazarese, il “Grecale”, è stato fermato in acque internazionali per dei controlli dalla Guardia costiera egiziana, venendo rilasciato poche ore dopo. “Ancora una volta la marineria siciliana paga lo scotto di incomprensioni sul piano del diritto internazionale del mare”, dice l’assessore siciliano Antonello Cracolici, “i rapporti diplomatici fra l’Italia e l’Egitto sono buoni, quelli politici fra la Sicilia e le autorità della Pesca dell’Egitto sono ottimi. Ho incontrato l’autorithy della Pesca Nabila El Nagby dell’Egitto un mese fa a Mazara del Vallo, in un clima di cordialità e con un forte desiderio di rilanciare l’attività di cooperazione nell’ambito della pesca. Occorre continuare su questa linea”

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.