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Rilegature in pelle umana. Dal Medioevo all’800 tutto sulla bibliopegia antropodermica

30 aprile 2016 –

Rilegature in pelle umana: sono veramente così rare?

Argomento alquanto macabro ma decisamente intrigante: le rilegature in pelle umana. Non importa andare nell’ufficio del megadirettore galattico di Fantozzi per trovare un utilizzo inconsueto della pelle umana. Oltre alla sua poltrona, la storia ci parla anche di macabre rilegature ottenute proprio utilizzando la pelle umana debitamente conciata. Ed il caso de “i destini dell’anima”, ritrovato nella Biblioteca di Harvard, ha riportato sotto i riflettori questa discutibile pratica che è stata abbastanza consueta dal XVII° al XIX° secolo.

Si chiama bibliopegia antropodermica la tecnica che vede utilizzata la pelle umana per la rilegatura dei libri, ed a differenza di quello che si potrebbe pensare, non ha niente a che vedere con stregoni, demoni o magia nera. I motivi per cui veniva utilizzata la pelle umana per la rilegatura erano principalmente tre: il primo era sicuramente il desiderio di stranezza e di rarità che animava ieri come oggi i bibliofili. Possedere un libro rilegato in pelle umana era senz’altro un motivo di vanto e di grande soddisfazione per il bramoso collezionista che poteva fare sfoggio del possesso di un oggetto così particolare. Si ha notizia infatti di un medico di Filadelfia, John Stockton Hough, che alla fine del XIX° secolo si fece rilegare un libro con la pelle di una sua paziente, raccolta e conciata alcuni anni prima e conservata in attesa di trovargli un utilizzo.

Un altro motivo era l’utilizzo della pelle del caro estinto per averne sempre ricordo… La pratica di creare monili e gioielli con peli e capelli dei defunti era pratica assai diffusa in epoca vittoriana… A pensarci oggi vengono i brividi, d’accordo. Ma ammettetelo, chi non vorrebbe avere un bel libro rilegato con la pelle della suocera appoggiato sul comodino?

Il terzo motivo per cui venivano creati dei libri in pelle umana era l’umiliazione dei cadaveri dei condannati a morte. Tra il ‘700 e l’800 infatti una legge inglese vietava il seppellimento dei corpi dei condannati a morte e prevedeva invece che, quando non fossero donati alla scienza, venissero smembrati ed appesi a grosse catene ed esposti in giro per la città. Il desiderio di farla pagare ai condannati anche dopo la morte, portò ad utilizzare la loro pelle per ottenere delle pregiate rilegature.

Questa pratica pare cessare alla fine dell’800, e se infatti si hanno molte notizie di libri rilegati in pelle umana fino alla fine di questo secolo, non se ne ha alcuna invece dal XX° secolo in poi, tranne che per la triste parentesi del nazismo, dove al processo di Norimberga i criminali nazisti Mengele e Rascher presentarono ai giudici due copie del “Mein Kampf” realizzate con la pelle degli internati.

Concludendo, carissimi lettori, se mai vi doveste imbattere in un libro dalla rilegatura particolare, di pelle con una trama finissima e setosa, potrebbe essere pelle umana. E la prima soddisfazione che proverete è la consapevolezza che quella rilegatura non siete voi…

Stefano Fortunati
Libraio Antiquario

http://www.copernicum.it/blog/rilegature-pelle-umana-bibliopegia/#more-425

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