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Riparte l'esame della legge sulla cannabis legale. Ecco cosa prevede

Nuove tensioni in vista nella maggioranza, con gli alfaniani pronti a tornare sulle barricate. Ma lo scontro coinvolgerà anche altre forze politiche del centrodestra. Da domani, infatti, tornerà all’esame delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera la controversa proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis.
È dal maggio del 2013 che il Parlamento prova a modificare la legislazione sulle cosiddette ‘droghe leggere’, sia per quel che riguarda la coltivazione e l’uso personale per motivi ‘ricreativi’ che, soprattutto, per ciò che attiene il ricorso alla cannabis per motivi medici e terapeutici. Dopo un lungo lavoro di mediazione ad opera dell’Intergruppo parlamentare, la proposta di legge è approdata in Aula alla Camera lo scorso 25 luglio, ma si è svolta solo la discussione generale, per poi farvi ritorno ad ottobre, quando Pd e Sinistra italiana, di fronte alle forti resistenze dei partiti contrari alla legge, hanno deciso di rimandarla in commissione.

Gli alfaniani fanno ostruzionismo ma i numeri ci sono 

L’iter in commissione è stato travagliato e ostacolato dall’ostruzionismo degli ex Ncd – oggi Alternativa popolare – con la presentazione di circa 1.300 emendamenti, a cui se ne sono aggiunti molti altri in occasione dell’avvio dell’esame in Aula, raggiungendo quota 2.000 emendamenti. Una mole enorme che ha impedito alle commissioni di terminare l’esame delle proposte di modifica. Ma è stato soprattutto lo scoglio ‘politico’ a ostacolare il percorso della proposta di legge: il partito di Alfano si è schierato compatto contro il provvedimento, facendo scendere in campo gli stessi ministri. Per Alternativa popolare non esiste neanche la lontana ipotesi di votare a favore della legalizzazione della cannabis. Anche nel Pd, però, c’è una ‘fronda’ che si oppone alla legge. Contro si sono poi schierati Lega e Fratelli d’Italia. Forza Italia invece è divisa: una parte degli azzurri è più possibilista. Favorevoli, oltre la maggioranza dei deputati Pd, anche i 5 Stelle e Sinistra italiana. Dunque, pallottoliere alla mano, e qualora fosse garantita la tenuta del Pd e confermata la linea favorevole dei 5 Stelle, la proposta di legge alla Camera non dovrebbe avere problemi. Tutto dipenderà da quanto il primo partito di maggioranza sarà disposto a sacrificare in termini di compattezza e di equilibri di governo pur di arrivare a far tagliare alla legge il primo traguardo. Ma già si torna a parlare nel Pd, come successo anche questa estate, di una soluzione di compromesso, ovvero il possibile stralcio delle norme sull’uso personale, per portare a buon fine almeno la parte relativa all’uso terapeutico. 

Cosa prevede il testo della proposta dell’Intergruppo

  • Coltivazione della cannabis: E’ consentita la coltivazione personale di cannabis, fino 5 piante di sesso femminile, previo invio di una comunicazione all’ufficio regionale dei monopoli di Stato territorialmente competente. Viene anche consentita la coltivazione della cannabis in forma associata (non piu’ di 50 persone per un massimo di 250 piantine).
  • Uso personale: E’ consentito l’uso personale di cannabis, ovvero alle persone maggiorenni è consentita la detenzione di una piccola quantità di cannabis – 5 grammi lordi, innalzabili a 15 per la detenzione in privato domicilio – non subordinata ad alcun regime autorizzatorio. I limiti possono essere superati nel caso di finalita’ terapeutiche (ma e’ necessaria la prescrizione medica).
  • Pene previste: La legge prevede la non punibilità della cessione gratuita a terzi di piccoli quantitativi di cannabis per consumo personale (5 grammi lordi), mentre introduce pene più gravi per le droghe pesanti (reclusione da 1 a 6 anni e multa da euro 2.064 a euro 13.000) e meno gravi per quelle leggere (reclusione da 6 mesi a 3 anni e multa da euro 1.032 a euro 6.500). Attualmente la pena è unica, ovvero la reclusione da 6 mesi a 4 anni e la multa da 1.032 a 10.329 euro, indipendentemente dal tipo di droga oggetto del reato.
  • Monopolio di Stato: La coltivazione, la preparazione dei prodotti da essa derivati e la loro vendita sono soggetti a monopolio di Stato in tutto il territorio della Repubblica.
  • Vendita in luoghi pubblici: L’Agenzia delle dogane e dei monopoli può autorizzare all’interno del territorio nazionale la coltivazione della cannabis e la preparazione dei prodotti da essa derivati nonché la vendita al dettaglio a persone maggiorenni, in esercizi commerciali destinati esclusivamente a tale attività.
  • Coltivazione per scopi scientifici e uso terapeutico: E’ consentito a enti, persone giuridiche private, istituti universitari e laboratori pubblici coltivare piante di cannabis per scopi scientifici, sperimentali, didattici e terapeutici o commerciali finalizzati alla produzione farmacologica. Spetta al ministero della Salute, di intesa con l’Agenzia italiana del farmaco, la promozione della conoscenza e diffusione di informazioni sull’impiego appropriato dei farmaci contenenti principi naturali o sintetici della pianta di cannabis. La prescrizione riguarda cure non superiori a sei mesi.
  • Risorse: Le risorse derivanti dalle sanzioni sono destinate agli interventi nel settore scolastico e ad interventi preventivi, curativi e riabilitativi. Le risorse derivanti dal monopolio statale sulla commercializzazione della cannabis vanno destinate al Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. 

Oltre al testo dell’Intergruppo, e’ all’esame delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera anche la proposta di legge di iniziativa popolare, presentata lo scorso novembre, supportata da oltre 60mila firme. A promuovere l’iniziativa sono stati i Radicali italiani e l’Associazione Luca Coscioni. La proposta è simile a quella formulata dall’intergruppo, seppur con lievi differenze. Queste le maggiori:

  • Autocoltivazione: è consentita in maniera libera fino a 5 piante; da 6 a 10 piante serve una comunicazione.
  • Cannabis social club: è consentito associarsi in ‘cannabis social club’ senza fini di lucro (fino a un massimo di 100 componenti per un massimo di 5 piante a testa).
  • Stop delle pene già in essere: abolizione di tutte le sanzioni penali anche per uso personale di tutte le sostanze ‘proibite’ e scarcerazione di chi ha subito una condanna per reati legati all’uso e detenzione di cannabis.

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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