TwitterFacebookGoogle+

Ritrovata in Grecia 'Shera', la bimba che disegna l'orrore in Siria 

Roma – E’ stata ritrovata in un campo profughi vicino Salonicco Sheradzade Hassan, la bambina curdo-siriana di 8 anni che attraverso i disegni descrive l’orrore della guerra in Siria e di cui da cinque mesi si erano perse le tracce. “Sheradzade sta bene. Stanno bene i suoi fratelli, sua mamma e suo papà. Si trovano in un campo a una decina di chilometri da Salonicco”, scrive su Facebook il giornalista Fabio Sanfilippo che a marzo, quando ha conosciuto la bambina nel campo profughi di Idomeni, ha avviato una campagna di promozione dei disegni della piccola “Io sonp Sheradzade”. “Finalmente, a cinque mesi dall’avvio della campagna ‘Io sono Sheradzade’,  l’abbiamo rintracciata – racconta Sanfilippo – grazie alla mobilitazione di tantissime persone che come me ci hanno sempre creduto. Tra queste c’è Gabriela Gabo Calabrò che l’ha trovata e con la quale nelle ultime settimane tanto abbiamo parlato dei disegni di Sheradzade, quei disegni che mi diede a marzo a Idomeni e per cui tutto è cominciato. Ora forse comincia il difficile: portare Shera e la sua famiglia via da quel campo. Per farne il simbolo di quella vergogna che è stata Idomeni e per ricordare a tutti che in Siria c’è una guerra dove quotidianamente muoiono tanti bambini”.

                       

Shera, come ama essere chiamata, cinque mesi fa si trovava nel campo profughi di Idomeni, al confine tra la Macedonia e la Grecia insieme alla famiglia: padre, madre e due fratellini ancora più piccoli. Nei disegni, che la bambina ha regalato al giornalista Fabio Sanfilippo, c’è tutto il dramma della guerra da cui è scappata: bimbi morti, uccisi dai bombardamenti, che grondano ancora sangue, e poi un carro armato con due bandiere nere attaccate, che continua ad esplodere colpi e alcuni uomini, tutti vestiti di nero che minacciano con le armi un gruppo di profughi. Ma non c’è solo la morte nei disegni di questa bambina, c’è anche il simbolo della Statua della Libertà, ma il viso è quello di una donna con i capelli lunghi, biondi. In una mano tiene la torcia e nell’altra un fiore.

                        

Intanto i disegni di Shera sono stati esposti a giugno in una mostra a Carrara. “Ci piacerebbe che Shera diventasse, con i suoi disegni, un simbolo, per attirare l’attenzione di Idomeni – dice Fabio Sanfilippo – In quel campo profughi ci sono 12mila persone, tra cui 5 mila bambini”. (AGI) 

 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.