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Rivolta dei familiari, funerali ad Amatrice

Roma – I funerali delle vittime del terremoto si terranno ad Amatrice, è questa la decisione presa dal premier Renzi e dal sindaco Pirozzi durante una conversazione telefonica dopo la rabbia di questa mattina dei familiari contro lo spostamento delle esequie all’aeroporto di Rieti.

“I funerali delle vittime del terremoto si terranno ad Amatrice come chiedono il sindaco e la comunita’ locale. E come e’ giusto!”. Lo scrive su Twitter Matteo Renzi.

“Sono state accolte le istanze della popolazione e si e’ deciso che i funerali si terranno domani alle 18 ad Amatrice”. Lo ha dichiarato il sindato di Amatrice Giovanni Minozzi a Rai News 24. Il primo cittadino ha spiegato che la decisione iniziale di tenerli a Rieti era stata presa per via dei problemi di viabilita’ ad Amatrice.
 

Roma – “C’è una ricostruzione da coordinare nel modo piu’ saggio e piu’ rapido. Giusto fare in fretta, ma ancora piu’ giusto fare bene e soprattutto con il coinvolgimento delle popolazioni interessate”. Lo scrive il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nella sua Enews. “La ricostruzione dovrà avvenire nel modo più trasparente con l’aiuto di strutture che abbiamo voluto con forza come l’Autorità Anti Corruzione presieduta da Cantone ma anche con la massima trasparenza online”, aggiunge Renzi.

“Ogni centesimo di aiuti sarà verificabile a cominciare da quelli inviati via sms dagli italiani al numero della protezione civile (Sms al numero 45500, ancora attivo per chi vuole dare una mano)”.

Renzo Piano, cantiere per ricostruzione impegnerà due generazioni

Poi continua: “dovremo tenere viva la presenza delle comunità sul territorio. I luoghi hanno un’anima, non sono semplicemente dei borghi da cartolina. E l’anima gliela danno le storie delle persone, vecchi e bambini, il vissuto quotidiano, gli spazi di una comunità a cominciare dal circolo, dalla chiesa, dalla scuola. L’impegno del governo è che questi luoghi cosi’ ricchi di un passato prezioso possano avere un futuro”. 

“Lavorare tutti insieme, senza proclami, senza annunci, senza effetti speciali, ma con l’impegno rigoroso di tutti. La storia italiana ci consegna pagine negative nella gestione del dopo-terremoto, come l’Irpinia, ma anche esempi positivi. Su tutti il Friuli del 1976, certo. Ma anche l’Umbria di vent’anni fa” scrive il presidente del Consiglio. “E soprattutto penso al modello emiliano del 2012. Quel territorio ha tenuto botta, come si dice da quelle parti, ricostruendo subito e bene. Le aziende sono ripartite, piu’ forti di prima. E la coesione mostrata è stata cruciale per raggiungere l’obiettivo. Dovremo prendere esempio da queste pagine positive. E fare del nostro meglio – senza annunci roboanti – per restituire un tetto a queste famiglie e restituire un futuro a queste comunità”, aggiunge Renzi.

In Casa Italia il premier immagina “di inserire non solo i provvedimenti per l’adeguamento antisismico ma anche gli investimenti che stiamo facendo e che continueremo a fare sulle scuole, sulle periferie, sul dissesto idrogeologico, sulle bonifiche e sui depuratori, sulle strade e sulle ferrovie, sulle dighe, sulle case popolari, sugli impianti sportivi e la banda larga, sull’efficientamento energetico, sulle manutenzioni, sui beni culturali e sui simboli della nostra comunità” spiega Renzi. E aggiunge: “Un progetto che coinvolga concretamente – non a chiacchiere – tutti i cittadini interessati a dare una mano alla comunità del nostro Paese. Abbiamo decine di argomenti su cui possiamo dividerci e litigare; su questo lavoriamo insieme”.

“Nella mia responsabilità di capo del governo proporrò a tutte le forze politiche di collaborare su questi temi. Con Casa Italia in ballo c’è il futuro dei nostri figli, non di qualche ministero. E proporro’ a tutti i partiti, anche a quelli di opposizione, di dare una mano perchè la politica italiana offra una dimostrazione di strategia e non solo una rissa dopo l’altra. Noi lo faremo. Senza annunci a effetto, ma con il passo del maratoneta. Cioè con l’impegno di chi sa che la sfida è lunga, difficile e richiede la testa, non solo le gambe. Ma sa anche che passo dopo passo il traguardo diventa ogni istante piu’ probabile” scrive il presidente del consiglio. 

“Nessuno di noi potrà bloccare la natura – afferma Renzi – ma perchè non cambiare mentalità e lavorare – tutti insieme – a un progetto che tenga piu’ al riparo la nostra famiglia, la nostra casa? Questo è il senso del progetto Casa Italia che nei prossimi giorni presentero’ a tutti i soggetti interessati, ai professionisti, ai rappresentanti di comuni e regioni, ai sindacati e alle associazioni di categoria, agli ambientalisti e ai costruttori”. 

“Il fatto che per 70 anni non siamo riusciti a far partire un progetto coordinato e strategico di prevenzione significa che questa sfida non è facile, fa tremare i polsi. Ma il fatto che sia una sfida difficile, non è un buon motivo per non provarci”, aggiunge Renzi. “è un progetto di lungo respiro, che richiederà anni, forse un paio di generazioni, come ieri mi diceva con lucidità e visione un grande italiano quale Renzo Piano. Ma il fatto che sia un progetto a lungo termine, non è un buon motivo per non iniziare subito. Lasciatemi essere chiaro, da padre prima che da premier. L’idea iper razionalistica di chi in queste ore dice ‘rischio zero’ è inattuabile. Da un lato l’Italia è troppo articolata per risolvere in partenza ogni problema legato alle calamità naturali. Dall’altro, io dico soprattutto, la pretesa di tenere sotto controllo la natura è miope e persino assurda. Ovunque nel mondo la Natura miete vittime per alluvioni, uragani, terremoti. E questo riguarda anche Paesi che noi giudichiamo piu’ preparati del nostro: in tutto il mondo i lutti legati a calamità naturali sono numerosi. Ma se mandiamo in soffitta la pretesa ideologica di chi vorrebbe tenere sotto controllo la natura, dall’altro è anche vero che non possono vincere i fatalisti che nel nome del destino continuano a costruire senza visione e strategia o impediscono di creare una cultura della prevenzione. Perchè rincorrere quando potremmo anticipare?”, conclude il premier. (AGI) 

 

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