TwitterFacebookGoogle+

Roma: renziani 'sfidano' Marino, patto civico dopo calamita'

(AGI) – Roma, 27 lug. – La partita del rimpasto a Roma si chiudera’ stasera o domani al pu’ tardi. Il sindaco di Roma Ignazio Marino, sempre piu’ solo dopo l’uscita di Sel dalla Giunta, e’ determinato a completare il lavoro prima della Festa dell’Unita’. In queste ore sono molti, nel Pd, gli sguardi rivolti al Parco delle Valli, palcoscenico della kermesse del Pd di Roma e, probabilmente, del redde rationem tra sindaco e presidente del consiglio. A Montecitorio in molti si dicono convinti che il primo cittadino della Capitale domani non andra’ ad assistere alla serata conclusiva alla quale e’ previsto l’intervento di Matteo Renzi. Una assenza che, giura un parlamentare renziano, “non spezzerebbe il cuore” al presidente del consiglio. Il segretario del Pd continua a non voler mettere la propria impronta sulla giunta, lasciando a Matteo Orfini il compito di occuparsi del dossier. Ma, stando a quanto riferiscono fonti del Nazareno, si starebbe via via convincendo della necessita’ di dare una mano, avanzando i nomi di amministratori esperti, non necessariamente nativi renziani. Oltre al sempre piu’ probabile Marco Causi (gia’ assessore al bilancio della giunta Veltroni) per l’incarico di vice sindaco, prende quota l’idea di Marco Rossi Doria come assessore alle politiche sociali al posto di Paolo Masini. Una scelta che si giustificherebbe con la necessita’ di prestare piu’ attenzione alle periferie e lui, il maestro di strada con un incarico di sottosegretario nel governo Letta, rispecchierebbe perfettamente il profilo richiesto. Sui trasporti, riferiscono fonti della Camera, dopo il turbolento licenziamento di Improta, si era pensato a Michele Meta. Se non fosse che sono troppi i dossier aperti in commissione Trasporti, dove lui e’ presidente, e troppo importanti: dalla riforma del sistema portuale a quella del codice della strada. Il nome nuovo sarebbe, quindi, quello della ‘ex verde’ Anna Donati, gia’ presidente della Commissione Trasporti nel 2001 sotto il governo Prodi e poi amministratrice in Campania, prima con Antonio Bassolino e, nel 2009, con Luigi de Magistris. Non solo: Donati e’ stata anche consigliera di Ferrovie dello Stato tra 1998 e 2001. L’uscita di Sel dalla partita, se da un lato semplifica il lavoro dei Ignazio Marino (ma anche del commissario del pd di Roam, Matteo Orfini, che oggi lo ha incontrato) dall’altro rappresenta un pericolo per il percorso dei provvedimenti che dovranno essere deliberati nel prossimo futuro. Il primo di qui a tre giorni, quando l’assestamento di bilancio dovra’ essere approvato dalla Giunta per poi passare in consiglio. Il partito di Nichi Vendola ha assicurato che votera’ “delibera per delibera”, lasciando trapelare la volonta’ di non fare piu’ sconti da qui in avanti. Sulla riuscita dell’operazione sembrano comunque scommettere anche i renziani romani: “C’e’ bisogno di resettare, ricominciare daccapo come se ci si trovasse di fronte a una calamita’ naturale. Individuando i problemi e affrontandoli, tutti insieme, senza pensare alla destra o alla sinistra, ma solo alla citta’”, auspica Michele Anzaldi. Di alternative non ce ne sono molte: le dimissioni del sindaco comporterebbero una fase di commissariamento da parte di un prefetto che traghetterebbe Roma alle prossime elezioni. Una prospettiva che spaventa la maggioranza renziana del Pd. Non tanto per l’imminente apertura della Porta Santa in occasione del Giubileo straordinario: “Il Comune di Roma non tocchera’ palla in questa partita – assicurano fonti parlamentari – Sara’ affidato tutto a una cabina di regia predisposta da Palazzo Chigi, una struttura di missione che, in questi casi, sembra l’unico modello a garantire risultati”. No, le preoccupazioni nel Pd riguardano l’impatto che l’arrivare ad elezioni con una citta’ commissariata potrebbe avere a livello elettorale, con i M5S che avrebbero buon gioco a prendersi il Campidoglio. Meglio, allora, lasciare Marino in Campidoglio e preparare la successione, magari puntando su una personalita’ “non politica”, non espressione del Pd ma di un “contenitore civico”. Una profilo che, per fare un esempio, si adatterebbe perfettamente a quello dell’attuale prefetto Franco Gabrielli. Tra le fila renziane, se ne decanta l’attenzione alle periferie e all’approccio pragmatico ai problemi della citta’. (AGI)
Vai sul sito di AGI.it

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.