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Roma, seminarista di 29 anni trovato morto in convento

Era ospite dei Legionari di Cristo dove aveva trascorso la Pasqua, era atteso a Napoli.

di FRANCESCO SALVATORE

La porta era chiusa e la luce era ancora spenta. Al centro della stanza, il letto e sotto le coperte un corpo esanime, vestito per andare a dormire. Il cadavere di un aspirante sacerdote è stato trovato così nel pomeriggio del Lunedì dell’Angelo all’interno del collegio dell’ordine religioso dei Legionari di Cristo, in via degli Aldobrandeschi, zona Aurelia. Si tratta di un seminarista di origine americana, Anthony Joseph Freeman, 29 anni, appartenente alla congregazione clericale e da cinque anni residente a Roma. Sul corpo dell’uomo non è stata trovata alcuna lesione particolare ma la procura ha deciso di aprire comunque un’indagine per capire le cause delle morte.

A convincere gli inquirenti il primo esame compiuto sul cadavere del religioso dal medico legale, che ha fatto emergere un’anomalia rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento, ovvero una morte intervenuta nel sonno: lo stato di decomposizione del corpo dell’uomo, infatti, sarebbe superiore rispetto all’orario presunto del decesso. Il cadavere sarebbe ad uno stadio di decomposizione più avanzato rispetto a quanto atteso.

Freeman, che era molto attivo sui social network, ha postato l’ultima foto su Instagram annunciando la fine degli otto giorni di silenzio che si era imposto prima di Pasqua e di aver servito alla messa officiata dal Papa. “Christ is Risen Alleluia! After an 8 day silent retreat I was blessed to meet Pope Francis today and serve the Easter mass!”, aveva scritto.

Secondo le prime testimonianze, Freeman era stato visto per l’ultima volta a cena la sera di Pasqua. Dopodi ché era andato a coricarsi nel suo alloggio, al collegio dei Legionari di Cristo, per essere poi trovato senza vita nel pomeriggio di Pasquetta nella sua stanza. Un lasso di tempo di meno di 24 ore, dunque. Che secondo una prima osservazione non corrisponderebbe all’effettivo stato del cadavere.

Da qui l’approfondimento disposto dal pubblico ministero Nadia Plastina: proprio oggi verranno incaricati i consulenti per l’autopsia. Si tratta di un esame necessario, che servirà da spartiacque per inserire la morte del seminarista fra i decessi naturali oppure ricondurla ad altro. Al momento il fascicolo è stato aperto con l’ipotesi di reato di morte come conseguenza di un altro delitto. Senza indagati. Quello che è certo è che sul suo corpo non è stato trovato alcun segno di violenza. Motivo che aveva fatto pensare subito ad una morte nel sonno: un po’ come è stato lo scorso mese per il calciatore della Fiorentina Davide Astori, deceduto presumibilmente per un problema cardiaco legato a un rallentamento del battito, una bradiaritmia.

Sebbene non ai livelli del difensore della nazionale, infatti, anche Freeman era uno sportivo, e in forma smagliante, come testimoniato da altri componenti della congregazione. Il 29enne aveva cenato la sera di Pasqua insieme ad alcuni di loro. Con i quali si era accordato anche per trascorrere la Pasquetta: all’indomani

mattina dovevano andare tutti a Napoli. Freeman, invece, non si è alzato dal suo letto. Solo nel pomeriggio, però, qualcuno ha bussato alla sua porta. Più volte, finché, non ricevendo risposta, non ha potuto far altro che aprire. Una volta passato l’uscio si è trovato davanti qualcosa di inaspettato. Il seminarista non rispondeva agli stimoli. Solo a quel punto sono state chiamate le forze dell’ordine che hanno constatato il decesso.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2018/04/04/news/roma_seminarista_ventinovenne_trovato_morto_in_convento-192925948/

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