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Rompe il silenzio il vescovo commissariato

Oliveri: «Ora seguirò l’esempio del Papa»

Cattura

ALBENGA. Il vescovo rompe il silenzio e tramite il vicario Giorgio Brancaleoni nega di avere avuto comunicazioni ufficiali su procedimenti di commissariamento o nomine episcopali.

Oliveri,da parte sua, si affida a un messaggio che altro non è che uno stralcio del discorso di insediamento di ventiquattro anni fa, quasi a voler ribadire che non considera affatto concluso il suo mandato episcopale.

Anche se fonti accreditate in ambienti vaticani confermano il commissariamento che potrebbe arrivare

quando le acque, piuttosto agitate anche di fronte all’interesse crescente della notizia sui media di tutto

il mondo, si saranno calmate.

«Mi adopererò con tutte le mie forze per vivere la mia vita cristiana ed il mio ministero apostolico, in

rendimento di grazie, ordinando ed orientando tutto affinché Dio sia da tutti e in tutto riconosciuto e glorificato – scrive Oliveri -.

Con l’aiuto di Dio,mi impegnerò affinché la mia vita non sia difforme dall’insegnamento che proporrò a nome di Cristo, unico Maestro in comunione di mente e di cuore col successore di Pietro e di tutta la Chiesa. Terrò costantemente presente che avrò titolo di essere chiamato Padre e Maestro solamente nella misura in cui rappresenterò con verità l’amore misericordioso dell’unico Padre che è nei cieli, e l’unica verità che Dio ci ha rivelato in Cristo Gesù».

Che non esistano al momento atti formali sulla successione o sull’affiancamento di Mario Oliveri alla

guida della diocesi di Albenga e Imperia è innegabile e nessuno ha mai sostenuto il contrario, ma a quanto pare la decisione sarebbe già stata presa da papa Francesco in persona, anche se da queste parti l’attuale vescovo continua ad avere diversi estimatori

e difensori.

Una decina divescovi fedeli ad Oliveri hanno preso posizione in sua difesa, prendendosela naturalmente con chi riporta notizie di preti pedofili, ballerini e via dicendo o di altari spostati e talvolta rispostati.«Si sta facendo un quadro gravemente distorto della nostra vita diocesana – scrivono -. Ci chiediamo quale coscienza animi e quale servizio alla verità ritenga di prestare, chi diffonde una così scadente qualità delle notizie.

Ci preoccupa un giornalismo che partendo da singoli non ripetuti fatti dolorosi assembla elementi non verificati e non verificabili. La nostra chiesa è unita».

Non si direbbe agiudicare dai molti che dentro e fuori dalle sacrestie hanno sempre sofferto la situazione ed hanno inviato segnalazioni in Vaticano.

Comunque a difendere il vescovo sono anche molti fedeli.

«Il vescovo fa una vita austera,guida da solo una utilitaria, cura amorevolmente il fratello malato in casa e in vescovado tiene spesso il riscaldamento spento, ascolta tutti e sorride e benedice tutti – afferma Luigi Tezel, ex assessore e consigliere comunale a Laigueglia di fervente fede cattolica -. Come può non avere interpretato la linea di Francesco? Magari né è precursore e garantisce che coesistano parrocchie moderniste ma non tralascia chi è fedele a Papa Benedetto, circa la giusta liturgia».

Nel frattempo, l’eco della vicenda che coinvolge il vescovo sta facendo letteralmente il giro del mondo. Televisioni e giornali europei, ma anche centro e sud americani, stanno seguendo con grande attenzione, e largo spazio al gossip, ciò che sta succedendo dentro e fuori la diocesi ingauna.

Ieri,con tanto di foto in primo piano, la storia di monsignor Oliveri ha occupato le pagine di The Times ,

The Telegraph (quotidiano londinese fondato nel 1855 e forte di una tiratura da 900mila copie giornaliere), The Independent (382mila), soltanto in Gran Bretagna.

La troupe di un grande network televisivo che diffonde servizi sui principali tg statunitensi e americani ha girato ieri immagini e interviste ad Albenga e ha fatto visita anche alla nostra redazione, riprendendo le pagine del Secolo XIX dedicate alla vicenda e intervistando i cronisti.

Il Secolo XIX del 25-10-14

 

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