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Rosatellum e manovra, maggioranza alla prova della fiducia al Senato

Nel Pd raccontano che Matteo Renzi con i suoi sia stato categorico: nessun soccorso azzurro, neanche sulle presenze in Aula, per approvare la legge elettorale che oggi inizierà il suo iter a palazzo Madama. La maggioranza quindi dovrà essere autosufficiente, anche se Ala potrebbe concorrere a garantire il numero legale. È in corso una ricognizione dei voti dell’Aula perché è lì che si giocherà la partita. Il Rosatellum sarà licenziato dalla Commissione senza il mandato al relatore, ipotesi che in realtà potrebbe toccare – su binari diversi – anche al percorso della legge di stabilità.     

L’iter della legge elettorale

Al Senato (sarà riproposto lo stesso schema adottato a Montecitorio: tre fiducie sui primi tre articoli del provvedimento, ma senza voto segreto per l’ok finale) la prova della fiducia sulla legge elettorale sarà il 25 ottobre, il giorno dopo arriverà la manovra: le audizioni sono previste a fine mese, poi ci sarà una settimana di pausa a causa del voto siciliano e infine il voto di fiducia verso il 20 novembre. Ma visto che l’esecutivo vuole che la legge di bilancio venga licenziata a saldi invariati è possibile che il clima diventi rovente già in Commissione. “Ma se arriva in Aula senza mandato al relatore – sottolinea un esponente dem – significa che si mette la fiducia sul testo del governo e il Senato non potrebbe neanche intervenire in alcun modo, speriamo che prevalga il dialogo”. Dipenderà molto dall’atteggiamento di Mdp che per ora ha chiuso: “Sono stati traditi gli impegni”. Gli ex dem puntano ad una opposizione netta, mentre i pisapiani frenano, nonostante il fatto che le richieste avanzate dall’ex sindaco di Milano – ovvero l’eliminazione del super ticket – non siano state accolte.

Una “manovra snella”    

Ieri in Cdm, il ministro Padoan ha illustrato le misure. Fonti di governo riferiscono che il responsabile della Giustizia Orlando abbia insistito sulla necessità di aprire sul tema delle assunzioni nel comparto pubblico, ma tutti gli esponenti dell’esecutivo hanno poi dato il via libera alla legge di bilancio. “Mesi fa – ha sottolineato Paolo Gentiloni in conferenza stampa – si parlava in rapporto a questa sessione di bilancio di lacrime e sangue e di una situazione che non si sapeva come sarebbe stato possibile affrontare. Abbiamo invece una manovra snella che sarà utile per la nostra economia”.

“Abbiamo evitato – ha aggiunto – l’aumento dell’Iva e di tasse, gabelle e accise”. Soddisfatta Alternativa popolare: “Avevamo assunto impegno di non aumentare le tasse e non aumentare l’Iva. Impegno mantenuto. E inoltre: confermati tutti gli investimenti per famiglie, imprese, ricerca”, scrive il leader di Ap Angelino Alfano su Facebook.

Cosa vuol fare la maggioranza

L’intenzione della maggioranza è ora quella di blindare la manovra, ma a determinare il dibattito a palazzo Madama sarà la conta dei numeri. Anche sul tema dello ius soli: l’orientamento del capogruppo Zanda è quello di calendarizzare il testo in Aula dopo il passaggio della legge di bilancio alla Camera, ma anche su questo provvedimento i voti ballano, con Ap ferma sulle posizioni di partenza.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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