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Rouen, Valls "errore" il rilascio con braccialetto elettronico

Parigi – Aver consentito a uno dei due terroristi della chiesa di circolare liberamente per 4 ore al giorno con un braccialetto elettronico è un “fallimento”. Lo ammette il premier fracese Manuel Valls in una intervista a Le Monde.

Il delirio di Kermiche, “va’ e fa’ una strage”

Isis ha diffuso un video in cui un giovane, presentato come Abdel Malik Petitjean, il 19enne identificato come il secondo attentatore della chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, minaccia la Francia. Lo riferisce Site. Nel video di 2 minuti e 26 secondi, diffuso da Amaq, l’agenzia dell’Isis, Malik appare con la barba, indossa una polo a righe orizzontali verdi e bianche e sembra parlare alla telecamera da solo, all’interno di un appartamento. Il giovane si rivolge al presidente Francois Hollande e al primo ministro Manuel Valls, i quali “possono vedere che siamo uomini determinati e abbiamo attaccato nel vostro e in altri Paesi delle forze occidentali. Assaggerete quello che i nostri fratelli e sorelle hanno assaggiato: distruggeremo questo Paeswe e alzeremo la bandiera della religione e della parola di Allah”. Petitjean parla in perfetto francese e usa alcune parole in arabo. 

Ennesima falla nella sicurezza francese: le autorità erano state avvertite della possibilità di un nuovo attentato e avevano ricevuto una foto di una persona “fortemente” somigliante a Abdel Malik Nabil Petitjean, il giovane fondamentalista islamico che con il complice Adel Kermiche martedì ha assaltato la chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, sgozzato l’anziano parroco e ridotto una seconda persona in fin di vita.

L’identificazione formale del secondo terrorista e’ stata resa nota da una fonte giudiziaria. “Dopo il confronto con il Dna, e’ emerso che il secondo terrorista e’ Abdel Malik Petitjean, nato il 14 novembre 1996 a Saint-Die’-des-Vosges”, in Lorena. La sua carta di identita’ e’ stata ritrovata nella casa di Kermiche, anche lui 19enne e originario di Mont-Saint-Aignan. Non aveva alcuna condanna a suo carico, ma era conosciuto dalla polizia per aver tentato di andare per due volte in Siria nel 2015.

Il giovane era identificato con la lettera S, quella attribuita alle persone a rischio di radicalizzazione, dallo scorso 29 giugno per aver tentato di unirsi alla jihad, ma non aveva alcun processo giudiziario in corso. Secondo l’emittente BfmTv pochi giorni prima dell’attacco a Saint-Etienne-du Rouvray, i servizi di intelligence stranieri avevano avvertito che un uomo stava per commettere un attentato su suolo francese. La segnalazione non riportava un nome, ma un’immagine: quella di Petitjean. Il Coordinamento delle unita’ antiterrorismo aveva diffuso il 22 luglio una nota in cui diceva di aver ricevuto informazioni su un individuo “pronto a partecipare a un attentato su territorio nazionale”, una nota accompagnata appunto da una foto.  (AGI) 

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