TwitterFacebookGoogle+

Rozera, Unicef da 70 anni dalla parte dei bambini

di Maria Letizia D’Agata

Roma – Tra meno di un mese l’Unicef, il Fondo delle Nazioni unite per l’infanzia (acronimo di ‘United Nations International Children’s Emergency Fund’), festeggerà i 70 anni dalla sua nascita ufficiale. Istituito dall’Assemblea generale dell’Organizzazione delle Nazioni unite l’11 dicembre 1946 come Fondo di emergenza per assistere i bambini dei Paesi europei (Italia inclusa) nella fase post-bellica, nel 1953 l’Unicef è divenuto permanente con un mandato rivolto all’infanzia di Africa, Asia e America Latina. Pur avendo uno statuto semi-autonomo, è parte integrante dell’Onu e opera oggi in 156 Paesi e territori (in via di sviluppo ed emergenti) con programmi di assistenza diretta, e in 36 Paesi industrializzati con i Comitati Nazionali, dediti alla raccolta di fondi e alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica.

Paolo Rozera, Direttore generale dell’Unicef Italia, racconta all’Agi i 70 anni di una istituzione da sempre in prima linea per la tutela dell’infanzia.

Dal giorno della sua nascita ad oggi Unicef ha aiutato decine e decine di milioni di piccoli al punto che è praticamente impossibile fare una stima precisa. In 70 anni la sua mission è cambiata?

“Da 70 anni lavoriamo in 190 Paesi e territori di tutto il pianeta per costruire un mondo dove le bambine e i bambini salvati, curati, istruiti e protetti possano costruire la propria vita e realizzare i propri desideri nel pieno rispetto dei loro diritti, quelli che appartengono a tutti i bambini nel mondo, senza distinzioni geografiche, sociali, culturali e religiose o di genere. I bambini sono sempre bambini, in ogni luogo e in ogni tempo. Hanno gli stessi diritti a essere protetti, curati,e a sentire che intorno a loro ci sono amore e stabilità perché possano continuare a giocare, a studiare e a coltivare i loro desideri anche nelle circostanze più difficili. I nostri valori non sono cambiati da quell’11 dicembre 1946 in cui l’Assemblea generale delle Nazioni Unite dava vita all’Unicef per aiutare i bambini europei al termine della seconda guerra mondiale. Perché i bambini vengono sempre al primo posto”.

Qual è l’impegno dell’Italia nei confronti dell’Unicef?

“L’Italia nel dopoguerra fu uno dei Paesi europei più aiutati dall’Unicef e oggi è uno dei donatori più importanti per i nostri programmi in favore dell’infanzia. Il nostro Paese ha saputo custodire il valore della memoria mantenendo un legame profondo tra chi riceve e chi dona. Ed è quello che ogni giorno dimostrano i numerosi donatori. L’Unicef ha cambiato i destini di molti bambini, attraverso la continuità degli aiuti e degli investimenti a lungo termine, che hanno fatto la differenza nella loro vita”.

Quanti sono i bambini che Unicef ha preso per mano?

“Sono stati tantissimi in questi 70 anni e per noi la salvezza di ogni singolo bambino è importantissima. In questi decenni, grazie al lavoro e al sacrificio di tanti operatori, sono stati fatti importanti progressi nel salvare le vite dei bambini, riportandoli a scuola e aiutando le persone ad uscire dalla povertà. Il tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni, dal 1990, è più che dimezzato ed in paesi come Etiopia, Liberia, Malawi e Niger il tasso è sceso di oltre due terzi; in 129 paesi un eguale numero di bambini e bambine frequentano la scuola primaria e, rispetto al 1990, a livello globale, il numero delle persone che vivono in povertà estrema si è ridotto quasi della metà. Dal 1990, inoltre, il numero di morti tra le madri è diminuito del 43%; il numero annuale di morti di bambini sotto i 5 anni per polmonite, diarrea, malaria, sepsi, pertosse, tetano, meningite, morbillo e Aids è diminuito da 5,4 milioni nel 2000 a 2,5 milioni nel 2015. I programmi per le vaccinazioni hanno portato ad una diminuzione di circa l’80% dei decessi per morbillo tra il 2000 e il 2014, prevenendo così la morte di circa 1,7 milioni di bambini”.

Sono numeri importanti che testimoniano l’importanza e l’impegno dell’istituzione che tra meno di un mese festeggia 70 anni di vita. E come verrà celebrato questo anniversario così importante?

“Abbiamo promosso molte iniziative, in particolare in questa settimana, in cui ricorre (il 20 novembre) la Giornata Nazionale dell’Infanzia e l’Adolescenza e il 27esimo anniversario dell’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’Infanzia, il trattato sui diritti umani più ratificato nella storia. Fino a domenica 20 novembre, la Rai, con il supporto del Segretariato Sociale Rai, sosterrà la Campagna di raccolta fondi dell’Unicef a favore di milioni di bambini poveri e vulnerabili in tutto il mondo, attraverso il numero solidale al 45566.

Lo slogan della campagna è ‘Se mandi un sms – o fai una chiamata – all’Unicef è come se lo mandassi ai bambini. E sarà l’inizio di una storia bellissima’. Sabato 19 novembre su Rai 1 andrà in onda in prima serata ‘Prodigi – La Musica è Vita‘, condotto da Vanessa Incontrada, con protagonisti dodici giovanissimi cantanti, musicisti e ballerini e tanti testimonial Unicef come Lino Banfi, Fedez, Elisa di Francisca e Noemi.

Attraverso questo programma realizzato da Rai1 in collaborazione con l’Unicef e Endemol Shine Italy. I telespettatori verranno invitati a diventare ‘Amici dell’Unicef’, con un piccolo contributo mensile, chiamando, dal 19 novembre, il numero verde 800 93 93 22 o anche, da subito, andando sul sito www.unicef.it/prodigi”.

Avete in programma altre iniziative in concomitanza con la Giornata Nazionale dell’Infanzia e l’Adolescenza?

“ll 19 novembre presso la casa dell’Architettura (ex acquario romano), a Roma, si terrà una giornata di incontri sulle tematiche dell’infanzia, ripercorrendo i 70 anni di storia di Unicef. Parteciperanno agli incontri con autorità delle istituzioni, anche giornalisti e testimonial. Nell’ambito della manifestazione “BookCity” a Milano, l’Unicef Italia sarà coinvolto nella presentazione di 3 prodotti editoriali: il libro ‘Lo straordinario viaggio di Nujeen. Da Aleppo a Colona in sedia a rotelle‘ di Nujeen Mustafa con Christina Lamb, edito da Harper Collins Italia; ‘Quel che finisce bene‘ di Roberto Piumini, edizioni Il Battello a Vapore, con la prefazione di Samantha Cristoforetti, GoodWill Ambassador dell’Unicef Italia. ‘Iqbal. Il sogno di un bambino schiavo‘, testi di Chiara Lossani, Illustrazioni di Bimba Landmann, edizioni Arka. Anche il calcio, infine, sosterrà la nuova campagna: i prossimi 19-20 novembre negli stadi della serie A e di Lega Pro i calciatori e gli arbitri entreranno in campo accompagnati dai bambini con uno striscione con la scritta ‘dona al 45566 – Unicef per ogni bambino’ che verrà sollevato al momento dello schieramento. L’iniziativa è realizzata in collaborazione e con il supporto della Lega Serie A Tim e della Lega Pro/Lega Italiana Calcio Professionistico. Analoga iniziativa verrà sostenuta dalla Lega Basket serie A”. 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.