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Ruby, il giudice si dimette dopo l’assoluzione per Silvio

Ruby, il giudice si dimette dopo l’assoluzione per Silvio17/10/2014 – di

Enrico Tranfa, presidente del collegio giudicante, ha firmato il provvedimento di assoluzione e poi ha lasciato la magistratura.

Caso Ruby, Silvio Berlusconi è stato assolto, in appello dal Tribunale di Milano. Le 330 pagine di motivazione della sentenza portano la firma di Enrico Tranfa, giudice di lungo corso, che un minuto dopo aver concluso la camera di consiglio ha lasciato la magistratura, dimettendosi e accedendo al prepensionamento: un gesto inaudito e inedito. Tutto porta a pensare che Tranfa fosse radicalmente contrario ad una sentenza di assoluzione l’ex premier e che abbia firmato come atto dovuto per poi lasciare definitivamente la magistratura.

IL MAGISTRATO LASCIA LA TOGA – Il Corriere della Sera riporta lo “sconcerto” presso il palazzo di Giustizia di Milano. Voci raccontano di un Tranfa “visibilmente scosso” nei giorni scorsi, pallido al punto che i colleghi gli chiedevano se avesse qualche problema di salute. Scrive il Corrierone che “Tranfa si è dimesso immediatamente dopo aver firmato ieri mattina le 330 pagine della motivazioni della sentenza d’appello Berlusconi-Ruby, frutto della camera di consiglio del 18 luglio scorso e dei mesi di confronto con i colleghi Ketty Locurto e Alberto Puccinelli. Dimesso non dal collegio, e neppure solo dalla seconda sezione della Corte d’Appello di Milano che presiede: dopo 39 anni in toga, ha scelto di andare in pensione con 15 mesi di anticipo sul previsto”. Vicino alla corrente di magistratura centrista Unicost – mentre la Locurto, riporta il Corriere, è vicina a Magistratura Democratica – Tranfa era in magistratura dal 1975.

NIENTE BUSTA, SOLO PENSIONI – “Sono già casi rarissimi quelli nei quali un giudice dissenziente dalla maggioranza degli altri due, ove paventi il rischio di vedersi poi contestare a distanza d’anni la responsabilità per un colossale errore giudiziario da cui ritiene di dissociarsi, depositi a propria futura tutela in una cassaforte di cancelleria la cosiddetta «busta», cioè la prova del proprio disaccordo”, continua il Corriere; né Tranfa ha trovato un escamotage verbale per far presente nel testo della sentenza che chi firmava non era d’accordo con il contenuto del provvedimento: d’altronde, sono cose che succedono ben spesso. No, per Tranfa “evidentemente la qualità del dissidio fra i tre componenti sembra avere raggiunto livelli che deve aver giudicato incompatibili finanche con la possibilità di continuare ad amministrare la giustizia”. A chi gli chiede spiegazioni, Tranfa ripete: “Le mie dimissioni sono lì, non c’è altro da aggiungere”.

Original Article >> http://www.giornalettismo.com/archives/1635939/ruby-giudice-silvio-condannato/

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