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Sabato l'aria di Pomezia era irrespirabile. Ma si è scoperto 2 giorni dopo

I livelli di pm10 (materiale presente nell’atmosfera in forma di particelle microscopiche) nell’aria nelle immediate vicinanze dell’incendio sulla Pontina sabato 5 maggio erano più alti di quasi il triplo rispetto alla soglia di rischio. Ma lo si è scoperto due giorni dopo.

I risultati diffusi dall’Arpa Lazio sui rilevamenti delle centraline provvisorie installate subito dopo il rogo mostra che il 5 maggio la concentrazione di pm10 era pari a 130 microgrammi per metro cubo, quando il limite fissato è di 50 microgrammi. Il giorno dopo, cioè ieri, i valori sono scesi a 73 microgrammi, comunque sopra la soglia.

I dati di Roma Sud: qualità dell’aria è nella norma

I dati delle centraline a Roma Sud (area potenzialmente interessata dalla nube, seppure in maniera blanda) anche sabato, come due giorni fa, non hanno evidenziato superamenti dei limiti previsti dalla legge. Per Arpa Lazio, inoltre, “le medie giornaliere e le medie orarie osservate continuano ad essere in linea con quelle dei giorni precedenti e con i valori normalmente rilevati in questo periodo dell’anno”.

Vietata raccolta ortaggi ad Ardea

Nelle zone limitrofe e nei 21 comuni interessati dalla nube tossica, le cose vanno diversamente. Con un’ordinanza, infatti, il commissario straordinario del Comune di Ardea, Antonio Tedeschi, ha sancito il divieto di raccolta degli ortaggi e di pascolo degli animali nel territorio comunale distinto in un raggio di 5 chilometri dal luogo dell’incendio dell’impianto di stoccaggio Eco X di via Pontina Vecchia.

Coldiretti: danni a 150 aziende agricole

L’ordinanza colpisce una area coltivata di circa 4mila ettari di terreno dove lavorano almeno 150 aziende agricole a sostegno delle quali ci costituiremo parte civile per i danni diretti, indiretti e di immagine provocati dall’incendio, nel procedimento penale che sara eventualmente aperto. Lo afferma la Coldiretti in riferimento all’ordinanza del commissario straordinario del Comune di Ardea che riguarda la raccolta, la vendita e il consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati, il pascolo degli animali, l’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall’area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione.

L’esperto: nell’atmosfera polveri tossiche

La natura dei materiali combusti (carta, plastica e materiale di riciclo) suggerisce la possibilità di un rilascio nell’atmosfera di polveri fini e ultra-fini tipiche di ogni processo di combustione e ricche di composti potenzialmente tossici per la salute (idrocarburi policiclici aromatici e derivati, plastificanti, ritardanti di fiamma, composti organici clorurati, metalli pesanti)”. Come ha confermato all’Agi Angelo Cecinato, ricercatore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico del Cnr, le preoccupazioni per la salute sono giustificate così come le misure di contrqsto prese dai comuni interessati dalla nube tossica.

 

La Procura di Velletri indaga per incendio colposo

Incendio colposo: qiesto è il reato ipotizzato dalla Procura di Velletri: il procuratore Francesco Prete, che ha affidato gli accertamenti al pm Luigi Paoletti, ha chiesto all’Arpa di verificare se e in quale quantità siano presenti nell’aria diossina e idrocarburi. Nel frattempo i magistrati stanno svolgendo accertamenti per capire se l’azienda abbia agito nel rispetto delle norme e soprattutto delle autorizzazioni che aveva ottenuto in passato.

Per approfondire: 

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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