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Salta la resurrezione, Gesù muore nel 68 d.C., le prove

12782283_10206920070734390_664912118_n[1]Per 2000 anni ci hanno indotto a credere che un uomo possa essere resuscitato dalla morte dopo essere stato crocifisso. Paolo di Tarso, colonna portante del cristianesimo disse “Vana sarebbe la nostra fede se Gesù non fosse risorto”. Nel libro Cristo il Romano e tutti i personaggi dei vangeli sono stati ritrovati negli scritti dello storiografo G. Flavio in primis. In Guerra Giudaica abbiamo trovato Maria terza moglie di Erode che cerca di uccidere il re con un veleno fatto venire dall’Egitto nel 5 a.C., nei vangeli Maria fugge in Egitto cercata da Erode, sempre nel 5 a.C. Maria moglie di Erode è cugina di Anna Boeto. Maria dei vangeli è parente e poi cugina nel tardo cristianesimo di Anna. Maria moglie di Erode è cugina di Elisabetta Boeto. Maria dei vangeli è cugina di Elisabetta, madre di Giovanni Battista. Maria moglie di Erode ha un fratello di nome Lazzaro, una sorella di nome Marta, un padre di nome Simone e Gesù che diventerà sommo sacerdote nel 63 d.C. Gesù, nei vangeli, va a casa di Simone dove vi era Maria, Marta e Lazzaro. Questa Maria dove si reca Gesù è Maria Maddalena di Betania, ovvero la madre di Gesù e moglie di Erode. Inoltre Gesù Boeto sposò Erodiade ed ebbe con lei una figlia, Salomè, che ritroviamo sotto la croce di Gesù nel vangelo di Marco.

Una volta individuato in Gesù Boeto il Gesù dei vangeli, abbiamo scoperto che nel 63 sposò Marta, sorella di sua madre Maria, che donò al re Agrippa II ben 72 talenti d’oro per farlo diventare sommo sacerdote. Una cifra enorme per quel tempo, ma era la donna più ricca di Gerusalemme. Non dobbiamo stupirci del fatto che si facevano matrimoni tra parenti, era la norma in quel periodo, anche Giuseppe era nipote di Maria, nato dall’unione di Alessandro Heli ed Ottavia, ed Alessandro Heli e Maria erano fratellastri nati dalla stessa madre, la regina Cleopatra. Abbiamo trovato documenti dove si parla del fatto che i legionari furono corrotti e quindi liberarono Gesù dalla croce ancora in vita. Inoltre i condannati non venivano inchiodati ma legati al palo ed è lo stesso Paolo di Tarso a dirci che Gesù fu appeso al palo. Poi, sempre seguendo la storia di Gesù Boeto abbiamo scoperto che morì nel 68 d.C. alla veneranda età di 75 anni, difatti la sua data di nascita è il 7 a.C., data ricavata incrociando i racconti di G. Flavio e dei vangeli, anche la sua morte è narrata dallo storiografo G. Flavio e oltre a narrarci i motivi per cui fu ucciso menziona anche un lunghissimo discorso di Gesù prima di essere assassinato dagli Idumei, per colpa di un procuratore romano, Gessio Floro, che ne combinò di tutti i colori contro il popolo ebraico. Gesù inviò anche i suoi due figli Saul, alias Paolo di Tarso e Costobar in Grecia, da suo cugino Nerone, per fargli sapere che la rivolta che stava avvenendo a Gerusalemme era da addebitarsi a Floro. Cercò quindi di fermare la rivolta facendo un lungo discorso agli Idumei ma non ci fu nulla da fare. Essi pensarono che si era venduto a Roma e lo uccisero. Questo il racconto di G. Flavio sulla morte di Gesù in Guerra Giudaica:

Perciò Gesù, il più anziano dei sommi sacerdoti dopo Anano, montò sulla torre che fronteggiava gli Idumei e si rivolse a loro dicendo che fra i molti e svariati mali che opprimevano la città nessuno l’aveva tanto colpito quanto i voleri della fortuna per cui anche gli eventi più inaspettati favorivano i piani dei farabutti. “A sostenere contro di noi degli individui perversi voi vi siete precipitati con un ardore che non si sarebbe capito nemmeno se la metropoli avesse invocato il vostro aiuto a difesa dai barbari. Se io vedessi nelle vostre file gente simile a quella che vi ha chiamato…

Dal discorso di Gesù, che occupa ben tre pagine del libro Cristo il Romano, emerge la figura di un uomo buono e giusto, sacerdote e politico con abili capacità oratorie, che sacrificò la sua vita per il popolo di Gerusalemme. Per la prima volta, a distanza di 2000 anni, riemergono le vere parole di Gesù. L’evangelista Matteo descrive ben tre eventi che avvennero quando Gesù morì nel 68 d.C., retrodatandoli al 33 d.C., e questa è stata la conferma ulteriore e definitiva che avevamo ricomposto tutti i tasselli del mosaico. Sentite cosa scrive G. Flavio poco prima che Gesù morisse assassinato dagli idumei:

Durante la notte scoppiò un violento temporale con venti impetuosi, piogge torrenziali, un terrificante susseguirsi di fulmini e tuoni e spaventosi boati di terremoto. Sembrava la rovina dell’universo per la distruzione del genere umano, e vi si potevano riconoscere i segni di un’immane catastrofe.

Ed ecco come l’evangelista Matteo ha retrodatato il terremoto di cui parla G. Flavio nei vangeli nell’inventata morte per crocifissione di Gesù.

E Gesù, emesso un alto grido, spirò. Ed ecco il velo del tempio si squarciò in due da cima a fondo, la terra si scosse, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi morti risuscitarono. E uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: «Davvero costui era Figlio di dio!»1.

Non è finita in quanto poche righe aver parlato della morte di Gesù, G. Flavio parla della morte di un uomo facoltoso, Zaccaria, ucciso dai rivoluzionari. Matteo nel suo vangelo fa parlare Gesù della morte di Zaccaria avvenuta ben 35 anni dopo, inoltre dopo la rivolta ci fu la distruzione del tempio di Gerusalemme e della città, ovvero l’abominio della desolazione: anche in questo caso Matteo fa parlare dell’abominio della desolazione a Gesù, durante il suo ministero. In questi passi possiamo invece vedere come Giuseppe Flavio descrive la morte di Gesù e di Anania:

A lui si affiancava degnamente Gesù, inferiore rispetto ad Anano, ma superiore agli altri. Debbo ritenere che dio, avendo condannato alla distruzione la città contaminata e volendo purificare col fuoco i luoghi santi, eliminò coloro che vi erano attaccati con tanto amore. E quelli che poco prima, avvolti nei sacri paramenti, avevano presieduto a cerimonie di culto di portata universale ed erano stati oggetto di venerazione da gente venuta nella città da ogni paese, era dato ora di vederli gettati ignudi in pasto ai cani e alle fiere. Su uomini siffatti io credo che la stessa virtù abbia lacrimato, lamentando di esser stata così calpestata dalla malvagità: tale fu la fine di Anano e di Gesù2.

Se tre indizi fanno una prova, qui ne abbiamo tantissimi, questi menzionati e storicamente documentati sono solamente la punta dell’iceberg delle prove della non resurrezione di Gesù. Il cristianesimo cade per mano di Paolo di Tarso, rimane invece integro il messaggio dei vangeli e di amore di Gesù contro l’ipocrisia della chiesa e di molti credenti che predicano bene e razzolano male.

Alessandro De Angelis

Tutte le prove sono tratte dal libro Cristo il Romano edizione Altera Veritas

1mt 27:50-54.

2gg IV, 270-325.

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