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Salta l'accordo con Alde, malumori nel Movimento 5 Stelle sulla strategia

Roma – “Ma che strategia è questa?”. I malumori non si placano tra i 5 Stelle dopo l’accordo saltato con i liberali dell’Alde in Europa. Un vero schiaffo per M5S che aveva votato, con il 78,5% – in un giorno e mezzo tra polemiche, anche dure, da parte del web – a favore del passaggio dall’Efdd di Nigel Farage all’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa presieduta dal belga Guy Verhofstadt. E anche sul web c’è chi attacca: “Ma l’accordo c’era o no? Non accettiamo più accordi a parole perché per evitare incomprensioni anche tra gli iscritti non possiamo essere chiamati a votare su cose che non esistevano”.

Il post di Grillo: “tutti contro di noi”

Dopo il ripensamento di Verhofstadt, la posizione ufficiale degli eurodeputati 5 Stelle – tra l’altro, alcuni di loro, avevano espresso perplessità per la gestione della vicenda non essendo stati informati della votazione sul blog – viene affidata al blog di Grillo ed è molto netta: “L’establishment ha deciso di fermare l’ingresso del Movimento 5 Stelle nel terzo gruppo più grande del Parlamento Europeo. Questa posizione ci avrebbe consentito di rendere molto più efficace la realizzazione del nostro programma. Tutte le forze possibili si sono mosse contro di noi. Abbiamo fatto tremare il sistema come mai prima. Grazie a tutti coloro che ci hanno supportato e sono stati al nostro fianco”.

M5S vuole creare un gruppo autonomo

E poi, l’annuncio che la delegazione del Movimento 5 Stelle nel Parlamento Europeo “continuerà la sua attività per creare un gruppo politico autonomo per la prossima legislatura europea: il DDM (Direct Democracy Movement)”. Anche se adesso sara’ costretta a stare nei ‘Non Iscritti’ e quindi a perdere una serie di opportunita’ fondamentali per incidere nelle decisioni in sede europea: i 5 Stelle non avranno piu’ diritto di parola durante le sessioni plenarie del Parlamento, non potranno essere rappresentati all’interno della Conferenza dei Presidenti ne’ avere la possibilita’ di seguire l’iter legislativo come autori di regolamenti europei; non potranno ottenere fondi da spendere sul territorio, per le numerose attivita’ d’informazione e formazione, rivolte ai cittadini italiani ed europei. Come aveva scritto il blog di Grillo al momento della votazione, stare nei ‘Non iscritti’ “significa occupare una poltrona con le mani legate: significa non poter lavorare”.

I malumori nel Movimento per il metodo

I malumori nel mondo 5 Stelle nascono, secondo quanto si apprende, non dal fatto che a decidere siano Beppe Grillo, che è il garante del Movimento, e Davide Casaleggio, ma soprattutto per il metodo seguito. Una scelta cosi’ importante da votare, viene spiegato in ambienti M5S, non può essere comunicata via mail la domenica mattina, senza avere il tempo di informarsi su dinamiche così complesse. E poi non si ‘bypassano’ gli eletti in questo modo”. Perché, è il ragionamento, così si rischia di perdere la fiducia degli elettori. Nonostante i dubbi e le perplessità, però, tra i parlamentari 5 Stelle c’è anche chi se la prende con “la stampa e il sistema perché raccontano le cose nel modo sbagliato” e, spiega un deputato, “hanno parlato di un cambio di rotta che invece non c’era”.

La “scelta tecnica”

La deputata 5 Stelle, Laura Castelli, prima che fosse ufficiale il ripensamento dell’Alde, aveva spiegato ai cronisti che si trattava soltanto di una “scelta tecnica dovuta a come è strutturato il Parlamento europeo. Non si può fare diversamente. Perché in questo momento? Perché il gruppo in cui eravamo” guidato da Nigel Farage “sta facendo altro: si sta mettendo a lavorare per uscire dall’Europa”. In ogni caso, aveva ribadito la deputata 5 Stelle, l’impegno per M5S era di portare avanti le sue battaglie facendo parte di un altro gruppo. Cosa che ora non potra’ fare dovendo ripiegare sui ‘Non iscritti’. Anche il web, come al solito, si divide tra chi insulta senza mezzi termini: “Beppe , ma che stai a di’? L’establiscement? Hai provato a fare il furbo e t’hanno sgamato”. O chi attacca: “Grillo fatti da parte, hai fatto una grande figura di m…. Il nuovo garante deve essere votato. Le votazioni sempre certificate…”. E chi invece osserva: “C’e’ andata bene…” o sprona ad andare avanti: “Questa di ALDE e’ come la democrazia del Pd. Va bene se scodinzoli con loro, se esigi la vera democrazia, allora sei populista. Affankulist a loro. Forza Beppe, possiamo farcela benissimo anche senza padroni”. Ma c’e’ anche chi dice di aver votato per confluire nei ‘Non iscritti’ per non tradire gli ideali 5 Stelle: “Sono uno dei 2296 iscritti al M5S che ha votato per confluire nei ‘Non iscritti’, e adesso che le carte si sono scoperte sono fiero di aver votato in questo modo. Meglio confluire nei ‘Non iscritti’ dove non contiamo niente, che tradire i nostri ideali entrando nel gruppo ALDE che e’ completamente in antitesi con gli ideali del M5S. Ultimamente il M5S ha smarrito se stesso, dobbiamo ritornare ad essere quello che siamo sempre stati anche se questo dovesse costarci dei voti. Se non ritroviamo noi stessi e i nostri ideali finiremo per dissolverci lentamente”. (AGI)

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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