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Salvini e Di Maio cercano una frequenza unica su tasse e lavoro (e Iva)

“Vogliamo fare per il fisco quello che abbiamo fatto per l’immigrazione, vogliamo cominciare a smontare pezzo per pezzo la legge Fornero ma nessuno ha la bacchetta magica, ma abbiamo cominciato”, dice il vice premier Matteo Salvini intervenendo alla festa della Lega Nord a Cervia. “Prossimo obiettivo è cancellare spesometri e redditometri che ti fanno perdere tempo invece di stare dietro ai clienti: qui c’è uno stato di polizia che vuole controllare tutto, io voglio avere fiducia negli italiani”. E sull’articolo 18 ha aggiunto: “Era solo un vincolo per dare lavoro agli avvocati e ai sindacati”.

Salvini: «La Flat Tax ci sarà, faremo come Trump» https://t.co/5rUkEpEFxT pic.twitter.com/k4uiH2mij9

— Corriere della Sera (@Corriere) 4 agosto 2018

Da Cervia Salvini rilancia e rassicura sul fronte tasse, dopo che nel pomeriggio era stato il ministro Cinquestelle Luigi Di Maio ad aver tenuto la parola sul tema: “Non c’è bisogno di nessuno strappo con l’Unione europea”, ha detto il vicepremier Cinquestelle all’indomani del vertice sulla manovra di Palazzo Chigi, indicando quale sarà la direzione: reddito di cittadinanza e flat tax da realizzare anche con politiche “di spending review e di riorganizzazione della spesa pubblica”.

Il governo è al lavoro su diversi fronti in vista della legge di bilancio. La Lega punta molto sulla ‘pace fiscale’, l’esecutivo starebbe lavorando ad una legge per la semplificazione del fisco e della burocrazia, magari da collegare proprio alla ‘Finanziaria’. Sarebbero allo studio anche misure per prevenire e contrastare efficacemente l’evasione fiscale, puntando sulla fatturazione elettronica. Ma le priorità della maggioranza giallo-verde restano – e lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo – la necessità di abbassare il livello di povertà e di tassazione sulle imprese. Su tasse e burocrazia Salvini e Di Maio provano a tenere lo stesso passo, consapevoli che sarà questo, da oggi fino ad autunno, il tema centrale dell’azione di governo che dovrà allestire una legge di bilancio sostenibile e credibile.

“Abbiamo in mente un progetto ambizioso di legge di bilancio”, ha spiegato il leader della Lega, smentendo ipotesi di un aumento selettivo dell’Iva. “Nessuno pretende di cambiare il mondo in quattro mesi. Dovrà esserci un avvio, un inizio, di tutte queste cose”, ha sottolineato il ministro dell’Interno Salvini, riferendosi alla necessità di inviare un segnale anche sulla Fornero. Di Maio però rimarca come con le istituzioni europee non servano forzature ma “un dialogo decisivo e sincero per riuscire ad ottenere delle cose”.

Flat tax e reddito di cittadinanza nella prossima manovra “ci saranno perché sono previsti nel contratto di governo. E ci saranno nelle forme e nei modi in cui sarà possibile, secondo delle regole di equilibrio di bilancio, anzi, di più, di buon senso, che è necessario rispettare”. Intervistato da ‘La Stampa’ il sottosegretario Giancarlo Giorgetti aveva già spiegato che “al di là di quella che i giornali chiamano propaganda, oggi per la prima volta abbiamo iniziato a entrare nel merito, insomma ci siamo messi intorno a un tavolo per discutere di progetti concreti e di cifre. È la ventitreesima sessione di bilancio di cui mi occupo: si imposta a luglio e si chiude a settembre”.

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Per quanto riguarda le perplessità del ministro Tria, sulla possibilità che reddito di cittadinanza e flat tax si possano varare insieme con questo livello di crescita, Giorgetti precisa: “Fa solo ed esclusivamente il suo mestiere. Il mestiere del ministro del Tesoro è dire di no. A me non disturba né sorprende, insomma non è una notizia. Poi c’è un gioco di ruoli e alla fine si trova una sintesi fra due esigenze da rispettare: quella di attuare il contratto di governo e quella di tenere in equilibrio i conti”. Ma farete prima la flat tax oppure il reddito di cittadinanza? viene chiesto. “Allo stato della discussione posso soltanto dire che o li faremo insieme o non li faremo del tutto”.

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Articolo originale Agi Agenzia Italia

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