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Salvini ha parlato al Washington Post di Europa, euro e migranti. Cosa ha detto, in sintesi  

Matteo Salvini ha rilasciato una lunga intervista al Washington Post in cui ha parlato dell’idea di costituire un “fronte sovranista europeo” e della legittimità delle ambizioni della Russia sulla Crimea. Dalla politica interna alla sicurezza, fino alla politica estera, il ministro dell’Interno e leader della Lega ha parlato dei progetti suoi e del governo giallo-verde. Ecco alcuni passaggi chiave dell’intervista, rilancita da La Stampa:

I rapporti con Conte 

“Siamo in sintonia con premier Conte, usiamo solo toni differenti. Fin quando il M5S rispetta le regole del governo, non c’è pericolo. Non faccio il mio lavoro di ministro guardando i sondaggi”.

Migranti

“L’obiettivo finale non è quello di distribuire i migranti tra i vari Paesi europei, ma di evitare che arrivino in Europa. Dobbiamo intervenire in Africa con un piano Marshall, per migliorare le condizioni di vita nei loro Paesi d’origine L’Europa sta investendo in Africa, è vero, ma se 6 miliardi di euro vanno alla Turchia (per arginare i flussi migratori) e solo 500 milioni di euro ai Paesi africani, la nostra battaglia deve diventare quella di aumentare i fondi destinati all’Africa». 

Il fronte sovranista europeo

“Le prossime elezioni europee saranno fondamentali. Voglio mettere insieme quei partiti populisti che costituiranno la maggioranza in seno al Parlamento europeo. Essere populista è un complimento per me, perché portiamo una visione di una Europa diversa, dove ogni Paese dovrebbe essere libero di decidere la propria politica economica”.

Il futuro dell’Europa e dell’euro

“Penso ancora che l’Euro sia un esperimento sbagliato, dobbiamo migliorarlo, ma sulla necessità di uscirne… chi non ha mai cambiato idea? Vogliamo lavorare per cambiare l’Europa dall’interno e non per uscirne. Vogliamo cambiare la sua economia, la sua politica, la fiscalità e le politiche agricole. Ad esempio, cambierei immediatamente la direttiva sulle banche. Dal canto nostro, stiamo facendo di tutto per rispettare il limite del 3 per cento del rapporto deficit/Pil, anche se il limite del 3 per cento non è inciso nella pietra”. 

Donald Trump

“Vuole realizzare ciò che ha promesso agli elettori. Proprio come ha fatto quando ha riconosciuto Gerusalemme come capitale d’Israele. Sono pienamente d’accordo con quella decisione”.

La Russia

“Le sanzioni sono da abolire perché non funzionano e provocano un danno alle nostre esportazioni. L’annessione della Crimea alla Russia è avvenuta dopo un referendum. Ci sono alcune zone storicamente russe, in cui c’è una cultura e delle trazioni russe, e che quindi appartengono legittimamente alla Federazione Russa”. “Dala Russia non abbiamo mai ricevuto un euro, un rublo, un dollaro. Avevamo invece firmato un accordo politico con Russia Unita che prevedeva una collaborazione tra i movimenti giovanili dei nostri partiti” 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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