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Salvini non raccoglie l'offerta di Di Maio e chiede l'incarico a Mattarella. Il punto

Il terzo giro di consultazioni è andato male, malissimo. L’apertura del leader del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio ad un governo con la Lega guidato da una personalità terza (né Di Maio, né Salvini) non è stata raccolta dal leader della Lega, che ha scelto di tenere unito il centrodestra e non dare al capo dello Stato la propria disponibilità ad un’alleanza di governo con i pentastellati. Ma andiamo con ordine.

Cosa ha detto Di Maio a Mattarella

“Oggi siamo in un’altra fase. Sono disponibile a scegliere un premier terzo che faccia un contratto di governo con tre condizioni intrattabili: reddito di cittadinanza, abolizione della Fornero, una seria legge anticorruzione”. Queste le parole di Luigi Di Maio al termine delle consultazioni al Quirinale, questa mattina. “Io non mai stato un impedimento”. Il capo del Movimento ha ringraziato Sergio Mattarella “per il lavoro che sta facendo” e per “la pazienza nei confronti delle forze politiche”, formula che quasi sembra prendere le distanze dagli altri giocatori in campo. “Negli ultimi due mesi abbiamo dato tutto per formare un governo, in maniera lineare, partendo dal presupposto che italiani gli hanno fatto diventare M5s la prima forza”, anche se “non eravamo autonomi, con questa legge elettorale”.

Ecco allora – ha raccontato Di Maio – che la Lega è stata “la prima scelta”, in quanto “l’altro vincitore”, di qui la proposta di contratto e qui “cinquanta giorni di dialogo” con la pregiudiziale dall’altra parte di tenere unito il centrodestra e di fargli esprimere il presidente del Consiglio”. Poi, ha raccontato ancora Di Maio che passa alla moviola i vari passaggi della crisi, ecco le esplorazioni di Casellati e Fico: con la Lega “non c’erano presupposti e nemmeno ci siamo seduti al tavolo, invece grazie all’incarico al presidente Fico abbiamo visto che c’era uno spiraglio con il Pd”.

Qui però resta che quella “seconda interlocuzione ci è costata di più, per diverse ragioni”, poi “la strada è stata sbarrata da un’intervista tv”. “Mi sono detto disponibile a scegliere con Salvini – ribadisce Di Maio – un presidente del Consiglio terzo, con condizioni non trattabili nel contratto. Sia chiaro – ribadisce il capo politico M5 – che se il problema era il premier i temi sono più importanti dei cittadini”. Insomma, “noi ce l’abbiamo messa tutta e se siamo arrivati qui è perché c’è stato molto cinismo e non valutazioni legate al bene del Paese”.

Cosa ha detto Salvini

Pochi minuti, e da Mattarella è entrata la delegazione del centrodestra. Al termine dell’incontro, ha parlato Matteo Salvini (vicini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi, che questa volta ha ascoltato corrucciato le parole del leader leghista, nessun gesto nessun sorriso).

“No a un governo tecnico”, ha dichiarato Salvini, che ha rivendicato per il centrodestra il ‘peso’ della “coalizione che rappresenta maggiormnete le sensibilità del Paese”. Poi: “Confidiamo nelle prossime ore di essere messi finalmente al lavoro”.  “Confidiamo che il Presidente della Repubblica ci dia modo di trovare una maggioranza, che contiamo di poter trovare, mettendoci in campo personalmente e direttamente”.

Silvio Berlusconi, le braccia conserte sul petto, si è limitato ad annuire. Matteo Salvini parla a braccio, brevemente e spiega che nel corso del colloquio con Sergio Mattarella “abbiamo offerto al Presidente della Repubblica, consci del fatto che il Paese non può aspettare, la disponibilità mia, a nome della coalizione che ha preso più voti, a dar vita a un governo che cominci a risolvere i problemi del Paese”. I leader del centrodestra Matteo Salvini, Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni hanno dunque chiesto a Sergio Mattarella l’incarico di governo per la coalizione. Coalizione compatta e unita, nessuna cessione di fronte alle avances di Di Maio. La proposta di un premier terzo a capo di un governo M5s-Lega, senza dentro Silvio Berlusconi, è stata rispedita al mittente.

Ora Mattarella incontrerà le delegazioni degli altri partiti, ma certo la chances di un governo politico che vedesse insieme i due partiti vincitori delle elezioni stamattina sono state azzerate. Lo scenario di nuove elezioni, già in estate, prende corpo.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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