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Salvini promette il taglio delle tasse in autunno. Checchè ne dica Bruxelles

Il vice premier Matteo Salvini, intervistato dal ‘Corriere della Sera‘, ribadisce l’intenzione di tagliare le tasse “nella prossima manovra” e avverte che “Bruxelles deve rivedere le regole” in modo da consentire un maggior spazio di azione.

“Ci hanno eletto per cambiare – sostiene – se gli italiani avessero voluto proseguire sulla linea di Monti, Letta, Padoan, Renzi e Gentiloni, avrebbero votato in modo diverso. Cercheremo di cambiare anche alcuni numeri scelti a tavolino a Bruxelles, che molti paesi Ue ignorano bellamente”. Tra questi “Francia, Spagna, Germania. Noi metteremo al centro la crescita e la pace fiscale, che ti porta soldi e non li porta via, e ti consenti di avviare la flat tax. E poi la riforma delle pensioni per aprire il mercato ai giovani, che va fatta a prescindere dai numeri di Bruxelles. Conto di avere entro la fine di agosto i risultati dei gruppi di lavoro che abbiamo istituito, compreso ovviamente anche il capitolo sul reddito di cittadinanza. Di sicuro la manovra d’autunno sarà diversa rispetto a quella degli ultimi anni, e daremo le prime e significative risposte sulla riduzione delle tasse”. 

“Con Tria solo incomprensioni”

Simili propositi non rischiano di provocare uno scontro con il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, il quale ha sempre esortato a non uscire dai paletti di Maastricht? Al giornalista che gli chiede se in poche settimane il ministro dell’Economia sia già diventato un antagonista, il ministro dell’Interno risponde: “Nemmeno per sogno, solo per i giornali”. E lo scontro sulla Cdp? “Incomprensioni, al massimo, e non in mia presenza”.

“Le nomine? Stiamo solo cercando le persone migliori”

Salvini esprime poi la volontà di cambiare i vertici dei servizi segreti: “Educazione vorrebbe che i vertici di ogni autorità governativa si mettano a disposizione del nuovo governo. Non è mai buona prassi occuparsi di nomine, coma ha fatto Gentiloni, dopo che gli elettori si sono espressi”. Il vicepremier respinge infine le accuse di “lottizzazione” per quanto riguarda le nomine pubbliche (“È ridicolo. Stiamo solo cercando di scegliere le persone migliori”), a partire dalla Rai, partita in vista della quale promette di incontrare “personalmente” tutti i candidati ai vertici. “La tv pubblica nel mondo ideale deve fare informazione più equilibrata. non so se riusciremo ma negli ultimi anni nei Tg ho visto delle cose che non mi sono piaciute. Per fortuna gli italiani sono più intelligenti di quanto si pensi e non si sono fatti influenzare più di tanto”, ha concluso. 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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