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Sanders non si vendica, votiamo Hillary per battere Trump

Filadelfia – “Dobbiamo sconfiggere quel bullo e demagogo di Trump. Dobbiamo eleggere Hillary Clinton e Tim Kaine”. Poche ore prima dell’apertura della Convention democratica a Filadelfia, Sanders ha ribadito il suo endorsment per l’ex segretario di Stato, nonostante le mail da cui è emerso come i vertici del Partito democratico abbiano tramato contro di lui. All’arrivo nella città della Pennsylvania, il 74enne senatore del Vermont è stato acclamato dai suoi sostenitori che hanno urlato “Bernie, Bernie”. Molti di loro hanno già detto di non condividere il sostegno a Hillary. 

Sanders si è tolto peraltro un sassolino sottolineando che le dimissioni di Debbie Wasserman Schultz da presidente del Partito democratico, annunciate dopo che era emerso come si fosse battuta per ostacolare il senatore progressista, “permetteranno un’apertura per quanti in seno al partito vogliono un vero cambiamento”. 

L’assist di Sanders, che interviene in serata, è un buon viatico per Hillary in una una convention difficile. Un sondaggio a livello nazionale della Cnn indica che Donald Trump ha un vantaggio di 5 punti (44% contro 39%) sull’ex segretario di Stato. L’emittente sottolinea che si tratta ancora di un effetto rimbalzo della onvention repubblicana di Cleveland chiusasi la settimana scorsa e che piu’ significativi saranno i risultati al termine della kermesse dell’Asinello. 

La kermesse democratica che si apre stasera (e si chiuderà giovedì) è ancora tutta da decifrare per Hillary, che verrà incoronata candidata alla Casa Bianca. Se da una parte è arrivato l’importante endorsement dell’ex sindaco di New York, Michael Bloomberg, che pareggia quello di Rudoplh Giuliani per il rivale, dall’altra dovrà difendersi dagli attacchi dell’ala liberal. Se Sanders la appoggia in chiave anti-Trump, i suoi sostenitori non hanno infatto digerito la ‘guerra sporca’ dei vertici del partito per favorire la nomination per l’ex First Lady emersa dalle 19.000 mail interne pubblicate da Wikileaks. Sul furto delle mail indaga anche l’Fbi.

In un tentativo maldestro di ridimensionare il caso, lo staff di Hillary ha accusato “la Russia di Vladimir Putin di aver rubato le mail per favorire Trump”, amico di Oscar. Sanders ha definito “indecente” la vicenda e i suoi delegati sono pronti a chiederne conto alla convention, al pari dei sostenitori del senatore del Vermont in arrivo in massa a Filadelfia con lo slogan “No, we can’t”.

La Clinton può consolarsi con il sostegno degli Obama: se il presidente Barack ha ribadito la sua convinzione che Hillary “è il candidato più preparato di sempre” (e salirà sul palco mercoledì, nello stesso giorno di Bloomberg) questa sera parla Michelle. Sarà un intervento in cui affronterà anche il nodo delle tensioni razziali, tema che le sta a cuore fin da giovane e sui cui discusse la tesi a Princeton. (AGI)

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