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'Sani da morire', il giallo si tinge di humor con i delitti alle terme

Arzillo e spumeggiante come gli anziani che lo popolano, divertente e tenero come lo sguardo della sua autrice, ‘Sani da morire’ (Sperling & Kupfer, pagg. 288 euro 16,90) di Paola Rinaldi è un poliziesco di nuova generazione: quella compresa tra la meraviglia di un’eterna vecchiaia e la nostalgia per la presunta spensieratezza dei giovani. Il lento e abitudinario tran tran dell’estate a Chianciano è improvvisamente sconvolto dalla morte sospetta dell’ottantenne Benito. La cittadina è preparata ad accogliere qualunque evenienza dovuta all’età avanzata dei suoi villeggianti, ma non è assolutamente attrezzata per gli omicidi. Mentre un paio di scatenate vecchiette, Mercedes e Cisalpina, si improvvisano detective, il comandante Cavicchioli cerca disperatamente di scaricare il caso spinoso su qualcun altro, terrorizzato dal dover interrogare l’unica testimone dei fatti, una centenaria dalla memoria corta. Cavicchioli aguzza l’ingegno e trova l’uomo che cercava, il commissario Angiolino. Caduto in disgrazia dopo uno sfortunato scontro a fuoco e relegato al controllo della raccolta differenziata, Angiolino accetta il mandato. Alle terme, in mezzo a vecchietti vittime e vecchietti assassini, molestato da una diciassettenne decisa a perdere con lui la verginità, Angiolino inizia a capire che quello di Benito è solo il primo di una serie delittuosa, che si rivelerà molto più complicata e sorprendente di quanto potesse immaginare. Paola Rinaldi, attrice romana della scuola di Proietti e una delle protagoniste di ‘Un posto al sole’ è al suo primo romanzo. (AGI)

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