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Sant’Anna di Stazzema, Napolitano: “Si riapre spiraglio per cercare responsabilità”

“Un altro passo in avanti per la ricerca della verità, superando il tratto emotivo per chi è stato protagonista e superstite di questo eccidio”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini a Sant’Anna di Stazzema, dove partecipa alle celebrazioni per il 70esimo anniversario della strage nazista, in merito alla decisione della magistratura tedesca di riaprire le indagini sull’eccidio, costato la vita a 560 persone. “Conservare e aggiornare la memoria – ha detto ancora Giannini – è lo strumento per mantenere l’identità salda di un popolo”, un compito che è anche della scuola. Il ministro ha ricordato anche altre stragi, “che purtroppo vengono rimosse dalla memoria, penso al genocidio degli armeni o alla storia dei curdi tornati ultimamente di grande attualità”, con il riaccendersi della tragedia irachena. Nell’ambito delle celebrazioni, il ministro terrà il discorso ufficiale della cerimonia, al Monumento Ossario dove sono previsti gli interventi anche del sindaco di Stazzema Maurizio Verona e di Enrico Pieri, presidente dell’associazione Martiri di Sant’Anna. Verrà inoltre inaugurata la mostra Now I Know realizzata dai ragazzi che hanno partecipato al primo concorso nazionale “Sant’Anna di Stazzema”. 

 
 
 

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Nei giorni scorsi ilfattoquotidiano.it aveva reso noto una lettera che Andrea Schendel, nipote di uno dei componenti delle Ss che trucidarono gli abitanti di Sant’Anna, ha spedito a Pieri, uno dei sopravvissuti della strage: “Piango e dico che mio zio doveva essere punito”. Pieri è rimasto solo al mondo a 10 anni dopo l’eccidio: “Avevo perdonato il popolo tedesco, ma l’ideologia nazista e fascista mai. Io oggi sono un convinto europeo. Penso che bisogna superare tutti questi rancori perché sennò si ritorna al Medioevo”.

Napolitano: “Speranza che si riapra uno spiraglio per la ricerca delle responsabilità”
A spedire un messaggio al sindaco di Sant’Anna anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che parla di speranza di un nuovo spiraglio per la ricerca delle responsabilità. “Desidero non far mancare in questa dolorosa e solenne giornata – si legge nella nota del capo dello Stato – il mio memore, sempre solidale saluto alla popolazione di Sant’Anna di Stazzema insieme con la mia ammirazione per quanti continuano instancabilmente ad operare per la causa della verità e della giustizia nel 70esimo anniversario di una strage che ha inorridito il mondo. Ricordo con intensa commozione l’abbraccio del marzo dello scorso anno con il Presidente Gauck e il nostro così significativo incontro con i famigliari delle vittime e con tutti i cittadini di Sant’Anna. E saluto con speranza il riaprirsi di uno spiraglio per la ricerca delle responsabilità in sede giudiziaria nell’amica Germania“. 

Grasso: “Punire i colpevoli e mantenere vivo il ricordo”
Anche il presidente del Senato Piero Grasso ha ricordato l’eccidio di 70 anni fa: “Mi unisco oggi nel ricordo delle 560 vittime innocenti barbaramente trucidate nell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema il 12 agosto di settant’anni fa, una delle pagine più buie della storia d’Italia” ha scritto in una nota. “Donne, vecchi e bambini rimasti nelle proprie case, certi che nulla sarebbe potuto accadere a civili inermi – prosegue – Il loro sacrificio, come emerso dalle indagini della Procura militare di La Spezia non fu l’esito di rappresaglia, bensì di un atto premeditato e curato in ogni dettaglio per sterminare la popolazione ed interrompere i collegamenti fra le popolazioni civili e le formazioni partigiane presenti in zona (qui l’intervista del fatto.it al pm Marco De Paolisndr) ”. Il presidente del Senato sottolinea che “la strage di Sant’Anna di Stazzema, quelle che la precedettero e quelle che la seguirono, hanno lasciato nel nostro Paese cicatrici indelebili. In attesa che la Corte federale di Karlsruhe concluda le proprie indagini e renda giustizia a questo tragico episodio della nostra storia, mi rivolgo soprattutto alle nuove generazioni affinché mantengano vivo il ricordo di questi eventi. In un momento in cui nel mondo assistiamo a simili, terribili stragi, solo la memoria storica, la cultura della tolleranza, della democrazia, della libertà e della giustizia, può preservarci dal ripetersi di tali atrocità”.

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