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Sanzioni Onu contro la strage dei cristiani

Sanzioni Onu contro la strage dei cristiani(©LaPresse) Iraq, fuga di massa dei cristiani (qui in una chiesa)

GIACOMO GALEAZZI
CITTA’DEL VATICANO

“Sanzioni economiche dell’Onu contro chi perseguita i cristiani”, invoca il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero, commissario Cei per le migrazioni. “Dobbiamo sensibilizzare gli italiani sulla tragedia in Medio Oriente”, afferma l’arcivescovo di Trieste Giampaolo Crepaldi, membro della Commissione episcopale per la pace e presidente dell’osservatorio internazionale “Cardinale Van Thuân” sulla dottrina sociale della Chiesa. Vatican Insider ha messo a confronto due voci autorevoli dell’episcopato sull’avanzata jihadista e la persecuzione dei cristiani.

“In Iraq le minoranze religiose vivevano in tranquillità sotto la dittatura di Saddam Hussein, poi dalla caduta del regime i caldei sono stati incessantemente cancellati dal paese e costretti a emigrare per sfuggire ai massacri – sostiene monsignor Mogavero – Va superata quanto prima la colpevole e vergognosa afasia occidentale”.

Infatti “il mondo musulmano si mobilita compatto ogni qual volta senta offesi e minacciati i propri valori religiosi e invece nessuno spende una parola per l’eccidio dei cristiani: l’Unione Europea, l’Onu e le altre realtà sovranazionali ignorano la tragedia che si sta consumando in Iraq, Nigeria e in tanti altri paesi asiatici e africani”. E, precisa Mogavero, “non è una questione di fede ma di diritti umani calpestati: non è una difesa di parte”. Dunque, aggiunge Mogavero, “la libertà religiosa e di coscienza deve essere tutelata nell’esercizio”. Inoltre “non si tratta di un problema confessionale bensì di civiltà umana dei diritti”. Perciò “la protesta per la violazione al diritto di professare la propria fede non va limitata a una sola religione, ma è un’esigenza di umanesimo dei diritti”.

Perciò “oggi a essere colpiti siamo noi cristiani, domani potrebbero essere altri”. Insomma, “è un obbrobrio da non tollerare più”. Quindi “se si levasse la voce corale di tutti i soggetti internazionali anche gli integralisti come l’Isis iracheno non potrebbe restare indifferenti”.

Mogavero, che in questi giorni partecipa ad Assisi al ritiro di preghiera per la pace con i candidati al diaconato permanente della sua diocesi, ritiene che si dovrebbe ricorrere a sanzioni internazionali di carattere economico anche per questioni umanitarie e non solo politiche. Ciò, infatti, rappresenterebbe “uno strumento di pressione forte che impedirebbe di perseguitare a cuor leggero i cristiani”.

Da parte sua l’arcivescovo Crepaldi spiega l’importanza della giornata di preghiera per i cristiani perseguitati indetta dalla Cei per il 15 agosto. “Il Papa, il prefetto di Propaganda Fide Filoni e l’Arcivescovo di Mosul hanno più volte auspicato un intervento della comunità internazionale denunciandone così la latitanza – sottolinea Crepaldi – In particolare qui a Trieste la Chiesa ha nel dna l’opposizione alla discriminazione e all’oppressione per la presenza storica della Risiera di San Sabba, campo di prigionia nazista”.

Quello che sta accadendo ai cristiani in Medio Oriente è “una tragedia immane da far conoscere alla comunità religiosa e civile”. Serve, peraltro, “una sensibilizzazione che trasformi in coscienza popolare fatti e circostanze che non possono restare materia diplomatica”. Vanno incentivati “il dialogo tra le fedi e il rispetto della libertà religiosa a partire dalle nostre comunità”.

Avverte Crepaldi: “Non si può nascondere la testa sotto la sabbia mentre si verifica qualcosa di indicibile e scorre sangue innocente”. Intanto “in Occidente non si ha la corretta percezione della vastità e della gravità del fenomeno”. Così “dal Medio Oriente all’Africa si moltiplicano i fronti della persecuzione anti-cristiana in base a una trasversalità continentale sconvolgente”. E “l’ultimo rapporto dell’organismo che a Vienna monitora la cristianofobia offre squarci cupi delle discriminazioni in atto”.

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