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Sarà il fonio, il super grano senza glutine, a salvare l'Africa dalle carestie?

In Senegal viene coltivato un tipo di grano che potrebbe aiutare a combattere carestie e siccità. Si chiama fonio ed è coltivato in Senegal e in altre aree del Sahel. Si tratta di un cereale antichissimo, simile al riso da un punto di vista nutrizionale, ricco di magnesio, calcio e zinco, e da poco riscoperto. È inoltre privo di glutine visto che non contiene le proteine gliadina e glutammina e ha un aspetto simile al cous cous.

Il Fonio è tra i cereali più antichi utilizzati dall’uomo. Si stima che già nel 5000 a.C. fosse coltivato in Africa. Yolélé Foods è una società che si sta occupando di creare la prima catena di approvvigionamento globale di fonio, che al momento viene venduto all’estero solo in due negozi specializzati a New York e Los Angeles. Gran parte della costa del Sahel, che si estende dall’oceano Atlantico al Mar Rosso è in pieno boom demografico ed è fortemente influenzata dal cambiamento climatico. In ambienti molto influenzati dalle condizioni climatiche avverse, una coltura che possa resistere anche in annate negative, come il fonio, assume una grande importanza.

Dato il clima attuale, il fonio potrebbe fare un’enorme differenza per prevenire le carestie in varie regioni africane. A Dakar, Yolélé Foods sta cercando di creare la prima fabbrica al mondo di fonio, con l’obiettivo di fornire una spinta economica alla popolazione locale. Ma non è una sfida semplice, sia per quanto riguarda la produzione che la sua distribuzione. Secondo gli esperti del settore, c’è una tendenza a considerare cibi come il fonio come adatti solo a gente che abita in zone rurali, al di sotto degli standard.

Eppure questo tipo di grano oltre a essere senza glutine, con un valore proteico di quattro volte superiore al riso integrale e con il triplo di fibre e il doppio di ferro, ha anche un basso indice glicemico. Per tutte le sue caratteristiche viene spesso definito “super grano”. Ha inoltre bisogno di pochissima acqua per crescere e può essere raccolto tre volte all’anno. Ha infatti la particolarità di riuscire ad attingere acqua e sostanze nutrienti a 3 metri di profondità nel terreno, si tratta quindi di una coltura ottimi in situazioni climatiche estreme. Inoltre cresce in sole 6-8 settimane permettendo così un raccolto rapido. Il suo esteso sistema di radici aiuta inoltre a combattere l’erosione del suolo.

Gli imprenditori che vogliono diffondere il suo utilizzo sostengono che sia un’ottima soluzione per combattere la fame, la siccità, la povertà e di conseguenza la crisi migratoria globale. Molti pensano che possa diventare la “nuova quinoa”. Considerando che la popolazione del Sahel è destinata a raddoppiare entro il 2050, le colture di fonio potrebbero rivelarsi una risorsa indispensabile.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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