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Saranno le teenager a restituirci il futuro

Articolo di Silvana Mazzocchi (Repubblica 24.11.16)sul libro “Le donne erediteranno la terra” di Aldo Cazzullo, Mondadori pagg. 214 euro 17 “Dai miti dei greci a oggi, il saggio di Aldo Cazzullo ripercorre vittorie e speranze delle battaglie femminili”

“”Soggiogata per secoli dall’uomo, la donna ha sempre tentato di conquistare spazi di libertà e, per svincolarsi da limiti e divieti, è arrivata perfino a diventare maschio o, almeno, a sembrarlo. Dal mito, affondando nel tempo, le battaglie per il diritto all’amore, all’arte e al comando sono state la linea rossa delle lotte contro prevaricazioni e pregiudizi. Ormai buona parte del cammino è stato percorso, la parità tanto a lungo osteggiata è stata acquisita e le donne svolgono professioni e mestieri un tempo riservati soltanto agli uomini. Ma sarà solo il nostro secolo a segnare finalmente “il sorpasso” della femmina sul maschio. E quella che è stata definita l’unica rivoluzione riuscita del Novecento, vedrà in prima fila le adolescenti. Ne è convinto Aldo Cazzullo, inviato ed editorialista del Corriere della Sera che, con Le donne erediteranno la terra (Mondadori, già nelle prime posizioni delle classifiche di vendita) guarda indietro per leggere il futuro e, per mostrare gioie e dolori del viaggio compiuto verso l’emancipazione, racconta storie d’ogni epoca: dall’indovino Tiresia a Marie-Marin, l’ermafrodito di Rouen, a Giovanna D’Arco, arsa viva per aver indossato abiti maschili, nonostante avesse combattuto per salvare la Francia, a Caterina da Siena che pagò con la vita la sua fede di vergine guerriera, alle italiane della prima guerra mondiale alle protagoniste del diritto al voto nel ’46 e, nei decenni successivi, di molte altre conquiste civili. Fino alle giovani curde che ora combattono contro l’Isis.
Indugia sul recente passato Cazzullo, consapevole che la memoria è il cemento più prezioso per andare avanti e torna a evocare i grandi mutamenti provocati dalla grande guerra quando le donne, insieme alla fatica del dover sostituire i maschi nelle fabbriche e nei compiti più disparati, assaporarono per la prima volta i piaceri della libertà. Nel presente si raccolgono i frutti di tante battaglie e, ad annunciare il tempo che verrà, è la “generazione Hermione”, dal nome del personaggio più interessante della saga di Harry Potter, la ragazzina che alla lunga si rivela la più tenace e che vince il confronto con il maghetto dai mille talenti grazie a grinta, spirito di sacrificio e determinazione. Ed ecco lo sguardo tornare indietro, al mito latino sulla creazione dell’uomo, dove la dea Cura impasta il fango e forgia l’uomo. «E, quando Giove insuffla l’anima, resta il problema di stabilire a chi appartenga la creatura. Alla fine viene stabilito che, dopo la morte, l’anima tornerà a Giove, il corpo alla Terra. Ma finché vivrà, l’uomo apparterrà a Cura. Una donna».
Genio e coraggio al femminile guidano la narrazione di Cazzullo, contro le discriminazioni, le violenze e gli abusi. Il racconto parte da lontano: da quando c’erano solo sante o streghe, madri o prostitute e i luoghi comuni dettati da un triste ed eterno femminino costringevano tutte o quasi ad adeguarsi. Tutte, tranne le donne ardite e decise che hanno squarciato quelle gabbie e che oggi passano il testimone alle ragazze nate all’alba del nuovo millennio. Adolescenti abituate a eccellere negli studi e a ritrovarsi in scenari, fantastici o reali, dove sono le donne a salvare l’umanità. E pazienza se l’Italia è ancora indietro rispetto a quanto accade in buona parte dell’Occidente; anche da noi il percorso intrapreso è inarrestabile e, poiché la modernità richiede sempre più meritocrazia, le candidate migliori per scalare il potere sono proprio le giovanissime. Certo, sacche di resistenza sembrano ancora premiare più l’apparire che l’essere ma, se il pieno riconoscimento della libertà femminile si rivelerà davvero dietro l’angolo, a nutrire la speranza di raccogliere “l’eredità” ci sono le parole di Rita Levi Montalcini: «Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza».””

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